(Adnkronos) - Il Salone Nautico di Genova gonfia le vele. Apre l'edizione numero 66 con la premier Giorgia Meloni e sarà per sei giorni una vetrina internazionale con numeri imponenti: oltre 1000 brand arrivati da 45 paesi e cinque continenti, più di 1000 imbarcazioni, 215 novità, un'esposizione distribuita su oltre 220 mila metri quadrati. E ora, diventare il primo salone al mondo, secondo il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, non è più un obiettivo così lontano. Anche perchè, la nautica Made in Italy corre: nel 2025 ha segnato il massimo storico di 8,72 mld di fatturato (+1,4%). Non male se si considera che la situazione geopolitica internazionale sicuramente pesa e va a colpire prodotti che dovrebbero essere nella fascia con le maggiori possibilità di acquisto. A tenere bene è l'alto di gamma, con un portafoglio di 568 ordini di superyacht Made in Italy pari al 52% del totale mondiale. Bene anche l'andamento delle vendite estere: il valore delle esportazioni tocca il nuovo record di 4,4 miliardi di euro, +2,6% rispetto al 2024. Ora la quota italiana sull’export mondiale è pari al 21,3%.
Soffre invece la piccola nautica per il secondo anno consecutivo, anche se il trend al ribasso è partito già anni fa: tra il 2015 e il 2024 le unità da diporto immatricolate in Italia sono diminuite del 22%. Per i natanti la percentuale peggiora: siamo al 35,7%. Formenti non ha dubbi nell'indicare come uno dei motivi proprio la difficoltà di acquisto della classe media.
“I numeri del 2025 -ha spiegato- ci consegnano ancora una volta un’industria forte, capace di raggiungere un nuovo massimo storico in uno scenario internazionale profondamente cambiato. Ma il dato complessivo va letto nella sua articolazione: dopo anni di crescita generalizzata a doppia cifra, oggi convivono performance differenti tra i diversi segmenti. La leadership dell’alto di gamma e la straordinaria vocazione internazionale della nostra industria continuano a rappresentare elementi di forza, mentre la piccola nautica risente maggiormente delle incertezze e delle difficoltà che interessano globalmente la classe media. Essere leader significa anche saper leggere questi cambiamenti e anticiparli. La competitività futura della nautica da diporto italiana dipenderà dalla capacità di continuare a innovare, investire nelle competenze, sostenere l’internazionalizzazione e creare le condizioni perché possa crescere l’intera filiera”.
E la vera questione che sembra emergere dal salone è proprio questa: quanto può essere grande un industria nautica se la nautica diventa sempre meno accessibile alla classe media? Ma l'obiettivo di sostenerla c'è: "Parliamo davvero -ha detto nel suo intervento la premier Giorgia Meloni- di un pezzo significativo della nostra economia, è una delle ragioni per le quali io credo che avesse assolutamente senso venire al Salone Nautico. Stiamo facendo del nostro meglio per difendere anche questa eccellenza italiana che chiaramente produce un moltiplicatore straordinario anche in termini di posti di lavoro''.
In questi sei giorni il meglio della produzione italiana se la vedrà con il meglio della produzione internazionale; dalle imbarcazioni alla componentistica, dalla tecnologia al design Genova sarà capitale e punto di riferimento della nautica mondiale.
''Sia la sindaca Salis che il Presidente Bucci -ha sottolineato Formenti- ci hanno dato la possibilità di avere un waterfront che ci permette di poter diventare davvero il più grande Salone al mondo, siamo ormai vicinissimi. Mi aspetto tanto per noi, per i nostri imprenditori e anche per la città. Ormai quasi non abbiamo rivali, gli altri stanno perdendo il passo, noi invece siamo in crescita continua: spostando la data siamo riusciti ad avere anche i superyacht, siamo completi ed è solo l'inizio. Con la nuova darsena preannunciata da Paroli, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, avremo spazio per yacht di dimensioni ancora maggiori. Siamo sopra e vogliamo rimanerci''.











