(Adnkronos) -
In decine di migliaia in piazza in tutta la Francia per le manifestazioni in occasione del terzo atto delle proteste degli studenti e dei licei. A Parigi disordini e scontri. Su Boulevard Voltaire, molto vicino a Place de la Nation, riferisce 'Le Parisien', tensione tra la polizia e alcuni manifestanti, una banca è stata presa di mira. Sono circa 300 i dimostranti che hanno tentato di attaccare le forze dell’ordine, secondo quanto riferisce la Prefettura di polizia di Parigi. Alcuni manifestanti hanno staccato pezzi di pietra dai gradini dei negozi per scagliarli contro le forze dell’ordine, riferisce 'Le Figaro'. A seguito degli scontri, 12 persone sono state arrestate dalle forze dell'ordine.
Sulle adesioni alle manifestazioni degli studenti in Francia è guerra di cifre. Secondo il ministero dell'Interno transalpino sarebbero 256.000 le persone che hanno sfilato oggi in tutto il Paese, di cui 56.000 a Parigi. In precedenza le organizzazioni studentesche e dei liceali hanno stimato in 450mila il numero di manifestanti in tutta la Francia, di cui 100mila a Parigi. Gli studenti sono affiancati anche dagli insegnanti: una coalizione di sindacati nazionali dell'istruzione ha infatti lanciato un appello alla partecipazione al movimento.
"Duecentoquindici studenti feriti, la maggior parte dei quali a seguito di aggressioni, in modo più ridotto, di incidenti e 85 membri del personale scolastico, tra cui 34 presidi e vicepresidi", è il bilancio annunciato dal premier francese, Sebastien Lecornu, intervenendo all'Assemblea Nazionale. "E' il bilancio più grave da decenni nel settore dell’istruzione per numero di dipendenti pubblici feriti", ha aggiunto.
Il poliziotto autore del lancio di lacrimogeno contro Eden, il liceale ferito a Saint-Ouen-l'Aumône, in Francia, è stato incriminato per violenza. E' quanto riferisce 'Bfm Tv' che cita il procuratore della Repubblica di Pontoise. Sabato scorso la famiglia di Eden, 14 anni, aveva annunciato l’intenzione di sporgere denuncia, in particolare per "tentato omicidio volontario". In alcune riprese video si vedono tre poliziotti, con il casco, faccia a faccia con lo studente liceale. Uno di loro sferra un primo colpo all’adolescente, che a sua volta gli dà un calcio, prima che un colpo di lanciagranate in pieno volto lo scaraventi a terra.
Il governo francese ha annunciato la sospensione per tre giorni delle normali attività didattiche nei licei per consentire agli studenti di discutere e organizzare un "momento di democrazia interna". La sospensione scatterà da domani e proseguirà giovedì e venerdì, ha affermato Lecornu.
"Il ministro dell'Istruzione, Eduard Geffray, ha deciso di liberare del tempo", ha spiegato Lecornu, secondo cui l'obiettivo della decisione è permettere "a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna all'interno del liceo".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, questa sera riunirà diversi ministri per fare il punto sulla situazione. Alla riunione, riferisce 'Bfm Tv', parteciperanno tra gli altri il premier Lecornu e il ministro dell'Istruzione Geffray. Oltre a Lecornu e Geffray, riferisce l'Afp, sarà presente anche il ministro dell'Interno, Laurent Nunez.
Da fine settembre gli studenti sono in piazza in Francia per denunciare le cattive condizioni di insegnamento e lo stato degli edifici e dell'arredamento scolastico che non sono sufficienti e non sono adatti al freddo o al caldo. Gli studenti, liceali ma anche studenti universitari, lamentano la mancanza di risorse destinate all'istruzione in Francia, il numero troppo importante di studenti per classe e la mancanza di insegnanti.
Su quello che sta accadendo in Francia è intervenuto Donald Trump, sostenendo che "non è altro" che il risultato di "una migrazione di massa fuori controllo". "Non si tratta delle scuole, si tratta dell'Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande", ha commentato il presidente degli Stati Uniti in un post su Truth.
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l'ambasciatore francese a Teheran, Pierre Cochard, per protestare contro quella che ha definito una gestione "violenta" delle manifestazioni studentesche da parte del governo di Parigi. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Irna, che cita una nota del ministero degli Esteri, l'ambasciatore è stato convocato "a seguito delle azioni violente del governo francese contro le proteste studentesche e delle numerose e gravi violazioni dei diritti umani".
Il portavoce del ministero, Esmail Baghaei, ha accusato le autorità francesi di applicare "due pesi e due misure" sul rispetto dei diritti umani, ricordando le critiche di Parigi alla repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio che, secondo diverse fonti, hanno provocato migliaia di morti. Teheran ha quindi chiesto alle autorità francesi di rispettare il diritto alla riunione pacifica.











