MILANO (ITALPRESS) - Trasformare i rifiuti in risorsa: è la missione di RE2Sources, gruppo che tratta la frazione organica dei rifiuti urbani e la converte in biometano, compost e anidride carbonica per uso alimentare. A illustrarne strategie e numeri è il presidente, Alessandro Massone, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.Il gruppo conta sei impianti in fase di espansione e si colloca, come spiega il presidente, al quarto posto in Italia per il trattamento dell'umido da raccolta differenziata. Il prodotto principale è il biometano, "identico al gas che viene utilizzato dalla rete" ma ottenuto da scarti come le bucce di mela. Tra i vantaggi, sottolinea Massone, c'è la programmabilità: immesso in una rete già esistente, può essere prodotto e utilizzato in modo più prevedibile rispetto a vento e sole. Ogni metro cubo, inoltre, "riduce l'import" e consente di distribuire energia a prezzo controllato.Nell'ultimo anno RE2Sources ha trattato circa 150 mila tonnellate di rifiuti e punta a 200-220 mila nel 2027, grazie all'entrata in funzione dell'impianto di Udine, realizzato con un accordo pubblico-privato con NET, la società municipalizzata che si occupa della raccolta in città. La produzione immessa in rete ha servito complessivamente circa 15 mila famiglie e il gruppo prevede di raddoppiare. Il biometano, precisa Massone, non risolve da solo l'autonomia energetica, ma è "una delle leve" per ridurre la dipendenza dall'estero e potrebbe arrivare a pesare tra il 10 e il 20% sul fabbisogno nazionale. L'Italia ha una delle filiere di biogas e biometano più forti d'Europa, seconda solo alla Germania, con la Danimarca che segue a ruota.Sul fronte degli investimenti, il gruppo può contare su fondi infrastrutturali europei, che ragionano su orizzonti ventennali e non sul sostegno di breve periodo. La condizione, però, è un quadro normativo lineare. Le autorizzazioni, osserva Massone, procedono con ritmi diversi: alcune Regioni sono virtuose, come il Friuli Venezia Giulia, in altre si verificano rallentamenti. "Non avere risposta spaventa gli investitori", avverte il presidente di RE2Sources, con il rischio di ridurre gli investimenti infrastrutturali e perdere opportunità. Esigenze analoghe di chiarezza e semplificazione, aggiunge, valgono per tutta l'economia circolare.Quanto ai risultati, nel 2026 RE2Sources sta registrando un Ebitda positivo e una forte crescita. "Siamo in procinto di fare ulteriori acquisizioni che ci consentiranno nel 2027 una crescita sia di dimensioni che di fatturato", sottolinea Massone.- Foto Italpress -(ITALPRESS).
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