(Adnkronos) - "Ho deciso con mio figlio Massimo di andare proprio perché si era creata questa opportunità. Dopo la sconfitta dell’Inter nel derby c’era la possibilità di salutare la Lazio capolista solitaria e noi volevamo esserci". Sergio Cragnotti, storico presidente della Lazio del secondo scudetto, nel 2000, ha spiegato così - in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - la sua presenza allo stadio Olimpico nell'ultimo turno di campionato contro il Cagliari.
Cragnotti, che ha guidato la Lazio dal 1992 al 2003, ricoprendo il ruolo di presidente nel biennio 1992-1994 e tra il 1998 e il 2003 (tra il 1994 e il 1998, la carica presidenziale era stata ricoperta da Dino Zoff), ha aggiunto: "La squadra era un po’ stanca per il terzo impegno in otto giorni, soprattutto in alcuni elementi. E il Cagliari è stato un avversario che si è difeso molto bene. Non era semplice vincere. Il fatto che la squadra di Gattuso, più con il cuore che con il gioco, ci sia riuscita è un altro merito che si aggiunge alle tante cose buone fatte in queste prime dieci giornate".
L'ex numero uno del club biancoceleste vede alcune analogie tra la squadra di Gattuso e la Lazio di Zeman: "Noto delle analogie. Più che altro per il modo di stare in campo, per quella voglia di attaccare sempre e di segnare. Poi è chiaro che le epoche sono diverse. Negli anni 90 in Serie A c’erano i più grandi campioni internazionali. Oggi purtroppo la situazione è cambiata". Sulle ambizioni della squadra di Gattuso, l'ex presidente e chiaro: "Credo che la vera differenza la stia facendo lo spirito di rivalsa che anima molti giocatori e il tecnico Gattuso. La società, nelle persone del presidente Lotito e del ds Fabiani, è stata molto brava a individuare gli elementi giusti anche sotto questo profilo".
Cragnotti torna poi sulla contestazione dei tifosi, ancora assenti allo stadio: "È una cosa che non capisco e che mi trova in totale disaccordo. Le contestazioni vanno sempre accettate, non discuto questo. Ma, se proprio le si vuole fare, che le si faccia in altre sedi, non allo stadio. Così facendo questa protesta diventa deleteria perché lascia sola una squadra che invece meriterebbe tutto l’affetto e il tributo del suo popolo. Domenica con il Cagliari c’era un po’ più di gente, ma Gattuso e i suoi ragazzi meriterebbero un Olimpico pieno. Le contestazioni nei confronti dei presidenti fanno parte del calcio, anch’io ne ho subite tante e anche molto dure, a cominciare da quella per la cessione di Signori al Parma (poi revocata). Ma lo stadio non è mai stato lasciato vuoto e anche adesso non dovrebbe accadere. Con il pubblico sugli spalti questa Lazio andrebbe ancora più forte".











