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COSTUME E SOCIETÀ | 09 ottobre 2019, 16:00

Una festa in compagnia a Dorca di Rimasco, "per preservare il patrimonio storico della montagna"

Lettera di Gabriele Balzaretti: "Ho acquistato una casa a Rimasco 2 anni or sono e ho preso a cuore questo territorio come la mia terra natale. Dorca è sopravvissuta al declino grazie ai suoi abitanti, così non è per tanti piccoli borghi valsesiani"

Una festa in compagnia a Dorca di Rimasco, "per preservare il patrimonio storico della montagna"

Riceviamo e pubblichiamo:

“Sono un dottore agronomo libero professionista e anche biologo nutrizionista. Sono  consulente della Confederazione Italiana Agricoltori e componente della commissione ambiente tutela acque della regione Piemonte. Necessità di Intervenire in qualsiasi modo per impedire la distruzione del patrimonio storico della montagna è una necessità che sta molto a cuore a me e agli abitanti di Rimasco. Abito a Vercelli, ho acquistato una casa a Rimasco 2 anni or sono e ho preso a cuore questo territorio come la mia terra natale. Sabato 5 ottobre , grazie all’organizzazione di un piacevole raduno conviviale tra parenti ed amici si è rianimata la frazione di Dorca di Rimasco . Questo evento,  organizzato da alcuni proprietari di baite del piccolo borgo,  si ripete da alcuni anni puntualmente nella prima decade di ottobre e ricorda il periodo della transumanza, momento in cui  gli antichi abitanti facevano ritorno con le mandrie dagli alpeggi”.

“Verso le 13 i rintocchi della campana della chiesa hanno invitato i circa 90 commensali a prendere posto ai tavoli collocati su un ampio e soleggiato terrazzo. Una grande percentuale delle persone presente era costituita  da giovani  e bambini.  Per questo motivo vi è la reale speranza che questa tradizione non solo si mantenga nel tempo, ma possa venire amplificata.  Questa speranza è resa possibile anche grazie alla costruzione  di una monorotaia che darà la possibilità di raggiungere questo luogo a chi non è in grado di percorrere i  40 minuti di mulattiera necessari.  Tutti i piatti serviti, tra cui salse elaborate seguendo antiche ricette, hanno deliziato i palati più fini grazie a gradevoli sapori dimenticati nel tempo”.

A Dorca
“Alla frazione è attribuito il 1276 come anno di nascita e, malgrado l’ isolamento, si trova meravigliosamente conservata grazie al grande sforzo ed impegno profuso costantemente nel tempo da alcune famiglie discendenti dai fondatori.  Le baite dal punto di vista architettonico sono in stile Walser classico o modificato,  abbellite da lobbie e da balconi  aggraziati da fiori, su alcune sono visibili date risalenti al 600 e di tale periodo è la chiesetta, sobria ma avvolta da una particolare spiritualità e misticismo. Le stradine dell’ agglomerato sono mantenute pulite e sfalciate dalle malerbe, mentre l’ antico lavatoio, da cui sgorga un’ acqua purissima è stato restaurato in epoca recente. Il visitatore, giunto in questo luogo intatto e incontaminato, ha l’impressione di essere catapultato indietro nel tempo e riesce a provare quelle emozioni soppresse dalla vita quotidiana”.

Il paese
“Dorca è sopravvissuta al declino ed alla scomparsa grazie allo sforzo da parte di chi ha voluto mantenere viva una testimonianza di storia. Purtroppo la sorte toccata ad altri piccoli borghi della Valsesia è stata infausta e stanno per essere cancellati per sempre. La nostra storia è una specie di mosaico costituito da tante piccole tessere, ogni baita che crolla ne toglie una e di conseguenza l’ immagine inizia a diventare meno nitida.  La moderna civiltà poggia su fondamenta  create grazie al sacrificio di generazioni  che non possono essere dimenticate. L’ uomo moderno ha necessità di visitare luoghi come Dorca che, nella loro semplicità danno  quella vera gioia dimenticata e quella serenità annientata dal frenetico stile di vita odierno.  Tra quelle baite si possono ritrovare valori perduti e forse anche noi stessi, per questi motivi, quando ‘muore’ una baita, non solo muore un pezzo di storia, ma anche una parte di noi”.

Gabriele Balzaretti

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