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CRONACA | 07 febbraio 2020, 12:58

Orrore tempio crematorio di Biella, in queste ore l'udienza dei Ravetti

In queste ore si sta svolgendo l'udienza di rito abbreviato per i due imputati. Circa 50 parenti presentano la richiesta di costituzione. Si è costitutito parte civile anche il Comune di Biella.

Avvocato Codacons Alessandra Ravetti, avvocato Pozzo difensore di uno dei Ravetti

Avvocato Codacons Alessandra Ravetti, avvocato Pozzo difensore di uno dei Ravetti

E' il giorno del processo Ravetti. Davanti al tribunale di Biella il silenzio assordante di una ventina di famigliari delle vittime, cremate nel forno cittadino con un ritmo pari ad almeno il doppio dell'impianto, per poter mantenere i tempi. Si apre così nella mattinata di venerdì 7 febbraio l'udienza con rito abbreviato che vede sul banco degli imputati Alessandro e Marco Ravetti, titolari della Socrebi, società che aveva in gestione il forno crematorio di Biella.

 I Ravetti hanno chiesto il patteggiamento (circa 3 anni e mezzo) cosa che lo stesso procuratore Teresa Angela Camelio si è sempre dichiarata contraria. Poco prima delle 12 di oggi il giudice si è ritirato in camera di consiglio per decidere le richieste della parte civile. Poi toccherà all'accusa sostenuta dallo stesso procuratore Camelio. Nel pomeriggio sono attesi i verdetti. 

La novità del giorno riguarda le parti civili che hanno presentato la richiesta di costituzione per circa 50 parenti delle vittime cremate a Biella, rispetto alle 600 famiglie che si erano rivolte al Codacons e avevano chiesto di poter accedere al processo. Come ha spiegato uno dei legali del Codacons, l'avvocato Alessandra Guarini “abbiamo presentato richiesta solo per quei casi di cremazione inseriti nel lasso temporale inquadrato dalla Procura per i casi contestati nel capo d’imputazione”.Il giudice Ferretti si è ritirato per decidere. In udienza si è costituito parte civile anche il Comune di Biella con il professor Scaparone di Torino. Degli altri tredici casi inquadrati dal Procuratore tra le eventuali parti offese, si sono costituiti solo in due, entrambi familiari di vittime cremate a Biella che non hanno accettato, come le altre parti, le proposte di risarcimento avanzate dai legali degli imputati, Alessandro e Marco Ravetti. 

f.f.

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