/ COSTUME E SOCIETÀ

COSTUME E SOCIETÀ | 07 settembre 2016, 09:15

Ferro di Cavallo…un simbolo della tradizione (Parte 1)

Ferro di Cavallo…un simbolo della tradizione (Parte 1)

I ferri di cavallo sono considerati i più universali tra i portafortuna. Secondo la tradizione comune, se un ferro di cavallo viene appeso ad una porta con le estremità volte in alto, allora porta fortuna, ma se le estremità puntano verso il basso, anziché la buona sorte, sarà la sfortuna a bussare alla nostra porta. Le tradizioni popolari poi differiscono tra di loro per alcuni particolari, ad esempio se i ferri debbano essere nuovi o usati, trovati o acquistati, oppure se possano essere toccati o meno.

Scendendo poi ulteriormente nei dettagli, osserviamo che secondo alcuni miti, qualsiasi effetto benefico o dannoso può interessare solo il proprietario del ferro di cavallo, e non la persona che se lo appende sulla porta. Quindi, se un ferro viene rubato, o semplicemente trovato, sarà il proprietario, e non la persona che l'ha trovato o rubato, a ricevere la buona o la cattiva sorte. Altre tradizioni invece richiedono che il ferro debba essere stato trovato per caso al fine di essere efficace.

Il Ferro di cavallo e la Fortuna.

Due vagabondi camminavano per strada. Era una giornata estiva ed il sole era rovente. In quel dato giorno si decise la fortuna di uno di loro. Erano stanchi e snervati e nel bel mezzo della strada, fra il polverone luccicava qualcosa.

“Toh!”, disse uno dei vagabondi, “un ferro di cavallo”! Possiamo raccoglierlo”.

"Fosse anche un gioiello non mi piegherei: fa troppo caldo e sono troppo stanco”, rispose l’altro e proseguì.

“Gran fatica!”, riprese il primo, “io non lo lascio di certo”. Si curvò: lo raccolse e se lo mise in tasca. Al primo paese che incontrò si recò da un ferravecchio e gli vendette l’oggetto. Il ricavato servì per acquistare qualche metro di fettuccia ed alcune cartine di spilli. Con quella poca merce andò in giro, non più come vagabondo, ma come venditore ambulante…….continua nella prossima rubrica (parte2)!!!

Tratto da L’insidia del Meriggio di Virginia Majoli Faccio. Edizioni ieri e oggi.

Etimologia del ferro di cavallo

Il Ferro di cavallo è forse il più comune tra i portafortuna. L’origine della credenza dei poteri sovrannaturali di questo oggetto, proviene dall’antica leggenda di Saint Dunstan, un fabbro che diventò arcivescovo di Canterbury nell'anno 959. San Dunstan era un fabbro talmente bravo che un giorno, il diavolo stesso, gli chiese di ferrare il suo cavallo ma il fabbro, inchiodò il ferro di cavallo allo zoccolo del diavolo, causando al maligno un atroce dolore ogni volta che poggiava lo zoccolo a terra. Per placare il suo dolore, il demone promise a San Dunstan di risparmiare dalle sue maledizioni tutte le case che recassero un ferro di cavallo affisso alla porta. Per questo ancora oggi si pensa che il ferro di cavallo sia capace di allontanare gli spiriti maligni. 

Altre fonti ritengono che l'origine del ferro di cavallo come porta fortuna e scaccia malocchio, sia dovuta alla sua forma similare a quella dell’apparato genitale femminile. Si credeva infatti che il malocchio e il maligno, potessero facilmente essere distratti da una tentazione sessuale e, così facendo, non s’interessassero più di entrare nella casa davanti alla quale fosse esposto o, ai possessori di tale oggetto.

Nel medioevo, sulle facciate delle chiese e sui loro portoni, si trovavano assai di frequente, bassorilievi raffiguranti genitali femminili molto espliciti, proprio con lo scopo di catturare l'attenzione di demoni e non far entrare spiriti maligni. Molte di queste incisioni troppo esplicite furono rimosse nel tempo. 

Ferro di Cavallo nella…medicina???
Il ferro di cavallo è uno degli amuleti più potenti e di conseguenza uno dei più conosciuti e dei più efficaci. La sua popolarità proviene indubbiamente dalla sua forma e dal fatto che il ferro è il metallo più attivo contro il malocchio. Le origini sulla credenza delle sue proprietà come amuleto si possono ricondurre a due elementi: la forma a mezzaluna, simbolo di Iside, ed il metallo (ferro) con cui è prodotto. In molte culture, il ferro è considerato un metallo magico, in grado di allontanare la sfortuna e il malocchio. Il suo potere è tale che, una volta, quando si voleva cacciare una strega da una regione, si gettava un ferro di cavallo nel fuoco, giacché si pensava che il calore sprigionato, avesse la capacità di allontanare gli spiriti maligni.

La sua forma ricordava la "C" di Cristo e spesso i medici, lo utilizzavano addirittura come strumento di guarigione, seguendo una mentalità pervasa di religiosità e superstizione. Fiocchi rossi, peperoncini, peperoni, spighe e altri simboli portafortuna e di abbondanza ne accentuano, tuttora, il valore di "scacciaguai". 

Gli antichi romani usavano il ferro di cavallo come amuleto per difendersi dalla peste e, nel Medioevo, veniva addirittura usato dai medici come mezzo di guarigione. Oggi il ferro di cavallo è utilizzato in tutto il mondo come talismano contro il malocchio, con l’unica avvertenza di appenderlo con le punte rivolte in alto.

Tradizioni familiari e credenze popolari.

La credenza nella stregoneria era assai diffusa negli anni passati e tutt’oggi non è affatto defunta tanto che in molti villaggi, viene considerata uno dei pericoli segreti cui tutte le case sono più o meno esposte. Allo scopo di contrattaccare le supposte influenze dannose di questo potere maligno, troviamo diversi strumenti e, secondo un’idea diffusa, una delle migliori protezioni è un ferro di cavallo inchiodato alla soglia. La ragione risiede nel fatto che si dice che Marte, il Dio della guerra, fosse nemico di Saturno il quale, secondo un’idea medioevale, era il sovrano delle streghe. Si dice pertanto che gli strumenti di ferro tengano lontano le streghe, una credenza già in auge presso i Romani, i quali piantavano chiodi nei muri delle loro case, come antidoto contro la peste. Ferri di cavallo erano presenti in grosse birrerie di Londra e, non di rado, nascevano animate discussioni, se fosse più efficace che il ferro fosse inchiodato dietro alla porta o sopra il primo gradino. Entrambe le posizioni avevano i propri sostenitori, che raccontavano di aver vissuto loro stessi, esempi di straordinaria fortuna.

Il Ferro di Cavallo Irlandese.

In Irlanda, il classico porta fortuna del mondo contadino, in occasione del rito del matrimonio, diventa così piccolo, da cucirsi all'interno dell'abito da sposa, nascosto nel “bouchet” o come ciondolo da indossare… ovviamente con la U rivolta in alto per attirare la fortuna!

Per i Celti il ferro è il sangue della terra ed ha sempre avuto un significato magico, un metallo porta fortuna, perché la forza del ferro poteva contrastare gli spiriti che volevano fare del male; il potere del ferro o la sua magia era tale che riusciva a distruggere il male o allontanare gli spiriti, facendoli ritornare nel loro mondo.

Il ferro è diventato così un talismano potente che protegge la casa non lasciando entrare le forze del male, né il popolo delle fate. Con la conversione nel Cristianesimo la fede nel potere del ferro si estese sugli spiriti dei morti, demoni e diavoli. 

Per impedire l'invidia del mondo fatato o oscuro, che potrebbe anche portare al rapimento della promessa sposa nel momento delle nozze, basta quindi indossare un ferro di cavallo.

Niels Bohr, fisico danese Premio Nobel nel 922, possedeva una casa di campagna dove si recava per riposarsi e, sulla porta di questa casa, aveva appeso un ferro di cavallo. Un giorno un amico  http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/amico/?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=phrase_snippet_termgli chiese se per caso credesse davvero alla storia dei ferri di cavallo che portano fortuna. "Naturalmente
no”
, rispose Bohr, “ma mi hanno detto che portano fortuna anche a chi non ci crede!". 

Nel Lancashire, dove le credenze erano assai in voga, la brava massaia doveva mettere un ferro bollente nella panna durante il processo di montatura a burro allo scopo di espellere la strega dalla zangola….

A quando risale la nascita della tradizione relativa al ferro di cavallo?

Rimonterebbe alla civiltà precristiane del nostro continente, all’inizio di quella di Hallstatt, o ancora più indietro, allorché il ferro, recentemente scoperto, era stimato da più del rame, l’oro e l’argento? Oppure bisogna attribuirla al primo millennio della nostra era quando Wode, demone dei morti e del campo di battaglia, veniva a vedere i suoi amici per il loro bene (o il loro male)? (Non ci è stato mai detto che il suo cavallo abbia perduto un ferro).

La leggenda cristiana del ritrovamento di un ferro di cavallo, rinnovata da Goethe sul tono e alla maniera di Hans Sachs, il maestro cantore, vi avrà avuto parte? Ed oggigiorno? Il ritrovamento di un ferro di cavallo è tuttora considerato di buon auspicio, ma non sappiamo più perché. Ci crediamo ancora, ma siamo incapaci di dire in quale momento sia nata questa credenza.

Non possiamo neanche precisare in quale paese e in seno a quale popolo nacque. Sarà stato nella tribù che per prima riuscì a fondere e ad utilizzare il ferro e, di conseguenza, gli attribuì un valore più grande che alla selce, al rame o al bronzo? Oppure in un paese dove il ferro era introvabile, e lo si barattava con l’oro o l’ambra? Ogni ipotesi può appoggiarsi su ragioni valide. Il problema si pone allo stesso modo quando si tratta di sapere in che epoca e in che posto si credette che le stelle possiedono una potestà. Per cercare di risolverlo, dovremo elaborare un metodo sicuro.

L’Astrologia- Edizioni Mediterranee- (Will-Erich Peuckert).  

Continua venerdì 9 luglio...

https://www.facebook.com/astrologiadiplatone/

www.astrologiadiplatone.com

Maurizio Platone

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore