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COSTUME E SOCIETÀ | 27 maggio 2020, 13:04

Le iniziative dei comuni piemontesi per i più piccoli

In risposta alle nuove direttive che prevedono la ripartenza nelle prossime settimane, le comunità montane pensano alle attività per i bambini da 3 a 10 anni

Le iniziative dei comuni piemontesi per i più piccoli

Nonostante la curva dei contagi stia progressivamente calando e i dati sul territorio nazionale facciano ben sperare, la ripartenza nelle province piemontesi è cauta. La necessità di prudenza si scontra con quella dell’offerta di servizi educativi e ludici per i più piccoli. Così si organizzano le comunità per offrire soluzioni congiunte e su misura della fetta di popolazione che più di altre ha subito gli effetti del lockdown.

Per i bambini questi sono giorni di ulteriore incertezza e instabilità. I genitori si preparano a ripartire e riprendere il lavoro quotidiano, mentre le scuole non sono ancora pronte a garantire un’offerta formativa strutturata. La fine dell’anno scolastico non vedrà il rientro sui banchi di scuola, ma i prossimi mesi, in particolare quelli estivi, saranno ricchi di iniziative mirate.

Le necessità dei più piccoli

Interessati dalle attività ludico ricreative sono i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria. Una fetta in età critica. I bambini di 3 anni avevano appena lasciato il nido famigliare per iniziare l’attività scolastica, la prima socializzazione con i coetanei. Questi non hanno avuto nessun supporto da parte delle istituzioni scolastiche che avevano appena imparato a conoscere, proprio in una fase in cui la ripetitività del quotidiano è alla base dell’apprendimento.

I bambini di 6 anni avevano appena imparato a padroneggiare concetti fondamentali come la scrittura, la lettura e il calcolo. Soli nella fase più critica dell’anno, hanno dovuto ristrutturare la loro giornata, adattarsi a nuovi ritmi di studio a distanza con metodologie nuove soprattutto ai loro insegnanti.

L’azione congiunta dei comuni di Borgosesia, Varallo e Quarona

Lo scorso 6 maggio i sindaci dei rispettivi Comuni hanno inoltrato alla Regione Piemonte la proposta per le attività da destinare alla fascia di popolazione tra i 3 e i 10 anni. I sindaci hanno concordato un piano strutturato in punti principali e protocollato, nel quale hanno discusso le modalità per offrire un supporto alle famiglie.

In particolare, la proposta avanzata alla Regione Piemonte riguarda il tipo di iniziative congiunte da offrire ai genitori, entrambi lavoratori, di figli minori compresi nella delicata fascia d’età 3/10.

L’offerta non prevede una valenza scolastica vera e propria, mentre si focalizzerà soprattutto sui servizi legati all’assistenza dei minori. Questo per offrire alle famiglie il supporto istituzionale per potersi assentare da casa durante le ore di lavoro.

La proposta dei Comuni di Montagna

Nel frattempo, Comune di Torino, Regione Piemonte ed enti montani, propongono la propria risposta alle necessità dei piccolissimi. Sfruttare le risorse del territorio significa anche valorizzare il potenziale già presente con una particolare attenzione alle abitudini e alle necessità dei piccoli.

Uncem, l’Unione Nazionale Comuni e Comunità Enti Montani, si propone per accogliere la domanda di delocalizzazione delle attività dei centri estivi. Lo fa coinvolgendo il territorio e accordandosi con scuole, cooperative, oratori e associazioni, per dare una risposta concreta alle necessità delle famiglie nella incerta fase della ripartenza.

Forte di una grande esperienza nell’organizzare pacchetti di soggiorno prolungati o per brevi periodi, Uncem si occupa da dieci anni di promuovere il territorio montano. Nella fase segnata dalla grande incertezza legata alla ripartenza, propone soluzioni in accordo con le direttive nazionali e le richieste da parte del Consiglio Comunale di Torino per offrire ai giovanissimi l’occasione di apprendere in maniera diretta vivendo la dimensione della comunità montana. 

Le sfide che hanno affrontato i genitori

I bambini e i loro genitori sono stati, loro malgrado, protagonisti di una crisi che non ha precedenti nella storia contemporanea. Un blocco serrato delle attività produttive ed educative ha coinciso con il grande sforzo di riorganizzare le attività quotidiane per garantire ai più piccoli la continuità scolastica.

I genitori sono diventati, mai come adesso, educatori polivalenti. Hanno trovato in rete le risorse per offrire intrattenimento, supporto emotivo, cultura e istruzione e seguire le indicazioni fornite dai docenti con la didattica a distanza.

Il web in questo periodo si è rivelato una grande risorsa cui attingere per trovare ispirazione e risolvere dubbi che la mancanza di socialità ha generato. I consigli, i suggerimenti e le ricette bilanciate sono stati spulciati online per trovare le giuste risposte. Il sito Piccolo e forte ha continuato a essere di ispirazione per trovare le risposte ottimali alle diverse esigenze dei più piccoli, in ogni ambito del loro quotidiano. 

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