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CRONACA | 08 luglio 2020, 09:16

La storia della giovane commessa che affronta il rapinatore solitario. "Ho agito d'istinto"

Il suo comportamento ha messo alle corde il giovane e inesperto delinquente, lunedì pomeriggio, al Carrefour di Pray.

La storia della giovane commessa che affronta il rapinatore solitario. "Ho agito d'istinto"

Il coraggio, la sfrontatezza, la disarmante innocenza dell'essere giovani, tutto racchiuso in neanche 60 secondi. Irina, lunedì pomeriggio, ha affrontato il rapinatore, pistola in mano poi rivelata un giocattolo, con una reazione di difficile eguali.

"Nella notte però ho metabolizzato -racconta la commessa di Valdilana- e credo di aver preso quegli istanti come fossero un gioco. Poi però sono stata assalita dai ripensamenti sui rischi e su quello che poteva accadere". Irina Croitoru, moldava di 23 anni, alta un metro e ottanta, bionda, vive a Ponzone, parla perfettamente l'italiano e lunedì era al suo terzultimo giorno di lavoro come tirocinante al Carrefour Express di Pray. Poco dopo le 15, orario di apertura, con la coda dell'occhio ha visto una figura nelle vicinanze della cassa, immobile con i soli occhi che monitoravano il negozio. Tutto in 60 secondi. Forse anche meno. Intenta a fare altri lavori, ha pensato di terminarli per poi rivolgersi al 'cliente' credendo avesse bisogno di pagare gli acquisti.

"L’ho vissuta come una presa in giro, quasi surreale come scena -continua la giovane-. Nonostante il caldo, il ragazzo indossava una pesante felpa, un berrettino da baseball, uno scalda collo e sembrava avesse una voce innocente. Mi ha detto 'apri la cassa e non dire una parola'. D'istinto non ho parlato, non ho reagito, mi sono girata e allontanata". Nello stesso istante, rimasto a bocca asciutta e sconcertato dalla reazione di Irina, il rapinatore è uscito dal supermercato, ha camminato lungo i portici dello stabile senza attraversare il parcheggio, per poi allontanarsi. Fuggire a mani vuote. Incredulo di una simile reazione. 

"Non mi intendo di pistole -prosegue-, l'ho vista nelle sue mani, era di colore nero. Solo ora capisco che poteva anche spararmi visto che mi sono girata e non ho aperto la cassa. Mi è andata bene". Una reazione pericolosa quella di Irina perchè non essendo un professionista, nella mente del giovane rapinatore poteva anche scattare un qualcosa di incontrollato. Devastante. E' difficile capire cosa scatti in quei precisi istanti nella testa delle persone, sia vittime che "carnefici". Non esiste una situazione migliore o un comportamento giusto, forse il mettersi a disposizione del bandito dovrebbe essere la soluzione meno rischiosa. Ma queste sono solo parole, resta il fatto che a certi eventi inaspettati la mente umana ha reazioni incontrollate. Inimmaginabili. Lunedì è andata così e oggi abbiamo raccontato questa versione, la più rosea.

Le indagini lampo dei Carabinieri, dopo sole otto ore hanno dato un volto e un nome al rapinatore: L.A., 21 anni vercellese, incensurato. "Forse avrà agito in solitaria -conclude Irina Croitoru- però per tutta la giornata precedente, fuori dal supermercato ha stazionato un altro giovane che sembrava controllasse i movimenti del nostro negozio". Ma questa è un'altra storia, saranno i Carabinieri a verificare l'eventuale complice. 

Fulvio Feraboli

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