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SPORT | 03 dicembre 2020, 12:06

Quazzola si racconta: "La corsa? Fondamentale per i suoi benefici fisici e psicologici"

L'atleta scopellese spiega: "Attenzione all'abbigliamento invernale e a essere sempre visibili. Qua in Alta Valle abbiamo una ciclabile spettacolare per allenarci".

Quazzola si racconta: "La corsa? Fondamentale per i suoi benefici fisici e psicologici"

La corsa può essere un antidoto importante contro i problemi fisici e psicologici che stanno causando le restrizioni imposte dalla pandemia. In tanti si sono appassionati a questo sport per mantenersi in forma e stare all'aria aperta senza contatti con altre persone, anche perché palestre e centri sportivi saranno chiusi fino al prossimo anno.

"Psicologicamente aiuta tantissimo, scarica la tensione e aiuta a lasciarsi dietro i pensieri di tutti i giorni. Quando vai a correre liberi la mente, stacchi da qualsiasi cosa". A rimarcare i benefici dell'attività podistica è Italo Quazzola, 26enne atleta di Scopello, medaglia d'oro Under 23 nel 2016 con la nazionale italiana nei 3000 siepi. "Inoltre ci sono ovviamente tutti i benefici del muoversi, come il contrasto a una vita sedentaria e il controllo del peso".

Nei mesi di lockdown andare a correre è sempre stato consentito, ma con l'arrivo della stagione invernale servono alcuni accorgimenti in più. "Il vestiario deve avere delle bandelle catarinfrangenti o dei giubbotti come quelli che si hanno in macchina, utili per farsi vedere dagli automobilisti adesso che c'è meno luce o nevica. Chi va a correre quando è buio deve sempre avere un frontalino. D'inverno si corre con guanti e cappello e occorre un abbigliamento più lungo rispetto alla stagione calda, più aderente e traspirante", ricorda Quazzola. Le tante persone che hanno scoperto la bellezza (e la fatica) della corsa in questi mesi si porteranno dietro questa passione anche quando torneremo alla normalità? L'atleta valsesiano è ottimista: "Secondo me sì, si può sempre prendere e andare indipendentemente dall'orario e da mezzi e attrezzature particolari. Poi da noi si può andare quasi ovunque, anche se ci sono le palestre chiuse, mentre chi è in città fa più fatica. Quando abitavo a Torino dovevo sempre andare in un parco, al Valentino o alla Pellerina. Da noi è diverso". 

E se gli si chiede il posto migliore per andare a correre, Quazzola non ha dubbi: "In alta valle abbiamo una pista ciclabile spettacolare, che va da Balmuccia ad Alagna su sterrato. È una strada che attraversa dei posti che non vedi passando dalla statale, sulla sponda opposta del Sesia". 

Stefano Francescato

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