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COSTUME E SOCIETÀ | 14 febbraio 2021, 09:34

Cinquant’anni fa la conquista dell’invernale del Canalone della Solitudine

La straordinaria impresa era stata realizzata da Carlo Iacchini, Michele Pala e Lino Pironi

Cinquant’anni fa la conquista dell’invernale del Canalone della Solitudine

Ieri ricorreva il cinquantesimo anniversario della vittoriosa invernale al «Canalone della Solitudine» realizzata da Carlo Iacchini, Michele Pala e Lino Pironi.

Teresio Valsesia sulle colonne de “Il Rosa” scriveva: “è senza dubbio il più difficile e pericoloso fra tutti i canaloni del Rosa. Oserei dire è anche il più tetro e il più repellente, incassato com'è fra gli apiombi vertiginosi e sinistri che formano le creste di «Santa Caterina» e «del Poeta». Posto all'estremità settentrionale della parete est del Rosa, si sviluppa per un dislivello di circa mille metri e raggiunge quota 4352, terminando poco sotto la vetta della Punta Nordend”.

Le guide Carlo Iacchini, Michele Pala e Lino Pironi partiti dal Belvedere all'alba del 10 febbraio, dopo una giornata di marcia, hanno posto il primo bivacco ai piedi del canalone.
Al termine della seconda giornata a circa 4000 metri di quota e bivaccano una seconda volta.

Notte fredda specie per Carlo Iacchini che ha perso il sacco da bivacco.
Venerdì, 12 febbraio, attaccano il tratto più proibitivo dulia salita nel canalone senza sole e alle 18.00 si fermano per il terzo bivacco, indubbiamente il più freddo.
Sabato 13 vincono anche il cornicione di ghiaccio terminale e alle 8.30, Michele, Lino e Carlo si abbracciavano sul culmine, sferzati da un vento gelido.

Da qui via fino alla vetta della Nordend e poi giù verso la Monte Rosa Hütte dove trovano gli amici di Macugnaga che erano venuti ad aspettarli e soccorrerli: Felice Iacchini, Costantino Pala, Luciano Bettineschi, Tino Zambonini e Chino Muraro.

Dal nostro corrispondente di Ossola - bi.me.

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