Venerdì 20 febbraio all’Hospice Edo Tempia di Gattinara si è serenamente spento Aldo Sacco: aveva ottantuno anni. Carla Marletti, sua moglie, da anni è una volontaria della Biblioteca di Varallo, si impegna con generosità, sempre disponibile a collaborare. Aldo era un lettore forte della Biblioteca: Carla lo riforniva sempre di libri perché lui amava i gialli e i thriller, si appassionava agli investigatori ed ai commissari, cercando di gareggiare nello scoprire i colpevoli. Quest’anno Carla e Aldo avrebbero festeggiato i sessant’anni di matrimonio: mancati per un soffio.
La nipote Alessia gli aveva regalato una pronipote: Cecilia, gioia di questi ultimi, difficili mesi in cui la sua salute era peggiorata, addolorando i famigliari: Carla, i figli Giorgio e Stefano con Alice, che non avevano potuto fare altro che stargli accanto.
La famiglia era la sua forza, il motivo per il quale valeva sempre la pena di lottare. Don Roberto Collarini, nell’omelia funebre, ha ricordato come la malattia avesse reso fragile Aldo, ma non ne avesse allentato la Fede, tanto da indurlo a chiedere l’unzione degli Infermi, impartita da Padre Giorgio, che ha concelebrato la messa funebre.
Con grande coraggio e serenità Aldo aveva compiuto le sue ultime scelte, mantenendo la dignità che era stata la sua forza nella vita. Sulla sua bara un cofano di fiori bianchi, rossi e verdi, un presagio di rinascita, ma anche la certezza di ritrovarlo, confermata dalle parole di Don Roberto: “Certo Dio non può chiederci indietro il regalo più bello che ci ha fatto: la Vita. Ha preparato un posto per ognuno e un giorno ci ricongiungeremo alle persone care”.











