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Animalerie | 10 aprile 2021, 09:45

“La museruola, strumento di tortura o salvavita?”: la parola all'esperto

A cura di Paolo Borri, educatore cinofilo specializzato nell’approccio cognitivo zooantropologico

“La museruola, strumento di tortura o salvavita?”: la parola all'esperto

Partiamo, come sempre, dalla norma di legge, la quale recita che chiunque si rechi all’esterno della propria abitazione deve avere sempre con sé una museruola, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali su richiesta delle autorità competenti.

Questo vuol dire che, se siamo in passeggiata senza avere con noi la museruola e un appartenente alle forze dell’ordine ci ferma per un controllo, siamo passibili di multa; tuttavia non significa che il cane debba indossarla sempre. La norma infatti prevede solo che il proprietario abbia con sé la museruola, che andrà poi applicata al cane unicamente nel caso si presenti una situazione che mette in pericolo persone e cose, oppure se ci viene chiesto esplicitamente dalle autorità (es. sulla funivia, treno, bus, etc.).

Vediamo invece perché dovremmo considerare di insegnare al nostro cane ad indossarla; quelli appena citati, non sono infatti gli unici motivi per cui dovremmo usarla. Oltre alla prevenzione di morsi, la museruola è propedeutica per disturbi comportamentali come la “pica” (o picacismo), un disturbo del comportamento del cane, il quale ingerisce oggetti non commestibili (es. pietre, plastica, vetro, ecc.); non si tratta invece di pica se il cane ingerisce materie organiche come escrementi, erba, legnetti, cibo trovato per terra, ma è possibile alleviare anche questo comportamento, tipico dei cuccioli (doveroso invece di indagini ulteriori se si esibisce anche in età adulta). 
Altre condizioni per cui risulta utile questo strumento sono diverse: percorrere una strada in cui sono stati rilevati diversi casi di avvelenamento da bocconi, durante le visite dal veterinario, oppure per evitare si lecchi in ambito post operatorio (anche se sono a disposizione altri strumenti meno “antipatici”).

Determinante è come il cane si approccerà per la prima volta a questo strumento: se sarà abituato sin da cucciolo con una giusta pratica, verrà appresa per il resto della sua vita, senza dover ripetere l’esercizio; se invece pensiamo di imporgliela senza averla mai vista prima, il cane la odierà, sarà spaventato e frustrato; sicuramente, alla sola vista, la volta successiva sarà pressoché impossibile fargliela “digerire”, addirittura se indossata forzatamente, potrebbe ferirsi nel tentativo di toglierla. È bene non sottovalutate questi rischi.

Il metodo più opportuno, che io personalmente utilizzo e consiglio caldamente (che spesso alla vista spaventa più noi che il cane), è quello che avviene attraverso un lavoro in stimolo; nell’arco di 10 - 15 giorni sarà terminato l’esercizio dell’abituazione alla museruola, e una volta appreso non sarà da ripetere in futuro, in quanto il vostro “amico peloso” la conoscerà e la tollererà quando gliela proporrete, anche a distanza di anni.

Quale museruola scegliere? Ne troverete di diversi tipi, grandi, piccole, più o meno belle: dobbiamo scegliere quella che si addice meglio alla forma del suo muso e, soprattutto, quella che gli permetta di respirare meglio. Io consiglio vivamente la museruola classica di tipo “a gabbia” o “Baskerville”. Non fatevi traviare dall’estetica facendo l’occhiolino a quelle “a fascia” o in nylon molto “fashion”: con quelle tipologie il cane non potrà aprire la bocca e quindi, soprattutto in estate, non avrà la possibilità di ventilare per abbassare la temperatura corporea.

Avendo escluso quindi che la museruola non rappresenta uno strumento di tortura, ma che può invece salvarlo e educarlo, vi spingo a farci un pensiero. Se poi non ci sarà mai la necessità di usarla, ancora meglio; ma, nel caso, non avrà alcun problema ad indossarla in totale disinvoltura, garantendogli la massima sicurezza.

Paolo Borri - Educatore cinofilo - Approccio cognitivo zooantropologico

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