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CRONACA | 15 maggio 2021, 09:41

Due vercellesi nella banda dei falsi tecnici: otto arresti e 600mila euro di refurtiva

Un'operazione dei carabinieri di Novara ha smantellato un gruppo che colpiva in diverse zone del vercellese, novarese e anche nella vicina Lombardia

Due vercellesi nella banda dei falsi tecnici: otto arresti e 600mila euro di refurtiva

Operavano divisi in piccole bande ma il copione messo in atto era comune: pochi minuti di chiacchiere per accreditarsi come tecnici e guadagnare la fiducia delle vittime, poi, una volta in casa, razzia di gioielli, monili, denaro. Tutto quanto fosse a portata di mano finiva nelle grinfie degli abili ladri truffatori che poi riuscivano a dileguarsi. A fermare la catena di colpi i carabinieri del Nucleo Investigativo di Novara che, in settimana, hanno concluso l'operazione Elder mettendo le manette ai polsi degli ultimi due indagati, i vercellesi Teresio e Alessandro Dibois, zio e nipote di 52 e 42 anni, trovati in possesso di refurtiva legata a furti commessi a Borgomanero, Bolzano Novarese, Torino e Asti. 

Secondo le indagini anche loro sarebbero coinvolti nel giro di colpi che, tra il 2020 e il 2021 ha fruttato centinaia di migliaia di euro di bottino: i carabinieri hanno recuperato refurtiva  per un valore di circa 600mila euro, che, secondo le indagini, sarebbe stata smerciata attraverso un commerciante di Orio Canavese, nell'abitazione del quale sono stati recuperati 200mila euro in contanti, gioielli, un fucile con matricola abrasa e un Rolex Daytona da 15mila euro rubato sei mesi fa.

Otto, in totale, gli arresti: prima dei vercellesi erano finiti in manette Giuseppe Icardi, 42 anni, proprietario di un’area di Sillavengo in cui sostavano dei camper, Valentino Delagarie, 45 anni, di Carpignano Sesia, e Samuele Massa, 36 anni, del Torinese, fermati mentre stavano preparando un colpo;  il 7 maggio, a Carmagnola, sono poi stati arrestati Spartaco Laforè e Sciari Riviera, 51 e 30 anni, padre e figlio; infine i vercellesi che hanno chiuso il cerchio delle indagini. Più di uno degli arrestati aveva alle spalle precedenti specifici per truffe e reati contro il patrimonio. Ma, mentre in passato, si erano macchiati di furti "classici", forzando le porte di ingresso e introducendosi negli alloggi durante le assenze dei proprietari, con la pandemia e le successive chiusure si sono specializzati nel trucco dei falsi tecnici e dei falsi carabinieri per carpire la fiducia dei malcapitati.

redazione Vercelli

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