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Varallo-Civiasco | 20 luglio 2021, 10:18

Varallo e Civiasco, due gioielli dell'arte tornano a splendere

Presentati i restauri dell'affresco di San Cristoforo e della pala d'altare della chiesa parrocchiale

Varallo e Civiasco, due gioielli dell'arte tornano a splendere

Venerdì 16 luglio a Varallo, è stato ufficialmente inaugurato il restauro dell’affresco raffigurante San Cristoforo, collocato all’esterno della chiesa di San Marco, monumento nazionale.

Dopo la messa, celebrata dal prevosto don Roberto Collarini, sono intervenuti Paolo Arienta, Presidente del Rotary Club Valsesia, promotore del restauro, Sergio De Gobbi, ispiratore dell’intervento conservativo, Lorenzo Del Boca, Presidente Rotary che attivò il service, l’architetto Paolo Mira, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Novara, la storica dell’arte Claudia Fila, e le restauratrici Mara Moscatelli e Chiara Salina, titolari del Laboratorio di restauro “Luci e Ombre”.

L’architetto Paolo Mira, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Novara, ha sottolineato il significato profondo della riconsegna di un bene alla Comunità, apprezzando lo sforzo di valorizzazione del territorio e l’importanza della collaborazione stretta e condivisa, creando sinergia tra le varie istituzioni: la parrocchia che possiede il bene, le professioniste, che hanno lavorato in accordo con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e la Soprintendenza, cui si è aggiunto il sostegno economico del Rotary Club Valsesia: “Questo rapporto tra persone”, come è stato sottolineato, “Ha fatto sì che si arrivasse ad un intervento condiviso”. L’architetto Mira, ha concluso il suo intervento augurandosi che l’ufficio da lui diretto venga percepito non come un vincolo, ma come un aiuto ed un accompagnamento sul territorio per una conduzione virtuosa: “In diocesi di Novara ci sono 1700 chiese che contengono 450.000 beni artistici: sarebbe importante riuscire a mantenerli tutti in condizioni di fruibilità, accompagnandoli nel futuro”. Claudia Fila ha illustrato l’edificio sacro ed i suoi tesori, citando come fonte il Professor Casimiro Debiaggi, autore della finora unica monografia sulla chiesa, pubblicata nel 1992, poi integrata da successivi interventi dedicati ad aspetti particolari della chiesa. “Dei ventidue riquadri dipinti dal De Bosis all’esterno della chiesa, quattordici sono stati staccati e sono visibili in Pinacoteca, mentre gli altri sono perduti” ha spiegato Claudia Fila, soffermandosi poi sul San Cristoforo, dipinto su un intonaco cinquecentesco, attentamente studiato attraverso approfondite rilevazioni fotografiche, che hanno permesso di mantenere il restauro ottocentesco dell’Avondo, anch’esso storicizzato. Mara Moscatelli, anche a nome della collega Chiara Salina, ha illustrato il restauro conservativo, preceduto da una delicata fase di consolidamento. 

Don Roberto Collarini ha dato la benedizione all’opera restaurata, con la presenza dell’assessore Enrica Poletti che rappresentava il Sindaco di Varallo. La serata si è conclusa con il saluto del Presidente del Rotary Club Valsesia, Paolo Arienta che ha sottolineato l’importanza dell’operare per il territorio con il territorio, attivando collaborazioni virtuose.

A Civiasco lo stesso laboratorio varallese di restauro: “Luci e Ombre”, ha iniziato il restauro della grande pala (m. 3 x 1,90), collocata sulla parete di fondo dietro all’altare maggiore della chiesa parrocchiale di San Gottardo, dalla tipica struttura settecentesca a centina, di autore finora rimasto ignoto, raffigurante San Defendente, San Gottardo vescovo (patrono del paese), che intercedono per Civiasco in fiamme, presso la Madonna con Bambino e angeli. L’opera si presenta in un discreto stato di conservazione, con solamente qualche minima caduta di colore riscontrabile sulla fascia perimetrale in basso, ma è chiaramente visibile il totale annerimento della superficie, dovuto al deposito di nero-fumo prodotto dall’incendio, verificatosi all’interno dell’edificio negli anni Ottanta del secolo scorso. Il calore delle fiamme divampate nella zona della sacrestia, adiacente all’abside, non ha apparentemente danneggiato la pellicola pittorica e non sono state riscontrate lacerazioni importanti al supporto, però la scena era diventata poco leggibile, e quindi già vent’anni fa il compianto parroco, Don Gaudenzio Fusi, chiese un preventivo per il restauro. Finalmente oggi la Parrocchia ha reperito i fondi necessari, ed è stato possibile intervenire: i primi risultati sono già visibili.

Questa opera cara ai civiaschesi verrà ufficialmente presentata il 22 agosto, in occasione della Festa patronale del paese.

redazione Vercelli

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