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Borgosesia | 13 ottobre 2021, 09:40

Borgosesia intitola un largo a don Luigi Franco, amato sacerdote e fondatore degli Scout

Per 58 anni fu alla guida della comunità parrocchiale di Bettole. Tiramani: «Il nostro ringraziamento per il bene che ha fatto a generazioni di giovani»

Borgosesia intitola un largo a don Luigi Franco, amato sacerdote e fondatore degli Scout

Borgosesia intitola un largo a don Luigi Franco, amato sacerdote e fondatore degli Scout

La Giunta di Borgosesia ha deliberato all’unanimità di intitolare il largo di via Vecchia per Grignasco a Don Luigi Franco, storico sacerdote di Bettole, fondatore del gruppo scout di Borgosesia. 

«Don Luigi è stato un punto di riferimento, una vera e propria “istituzione” per molti borgosesiani che come me hanno fatto parte del gruppo Scout di cui è stato anima e trascinatore per molti anni  – spiega il sindaco Paolo Tiramani –. Con l’intento di raccogliere una recente indicazione di denominare tutti gli spazi possibili, per rendere congrua la toponomastica, abbiamo deciso di chiedere una deroga al Ministero dell’Interno per denominare luoghi pubblici a persone decedute da meno di 10 anni: si può fare – aggiunge Paolo Tiramani - purché si tratti di persone che si siano distinte per particolari benemerenze, e dunque calza a pennello al caso del nostro amato parroco». 

Don Luigi, nato nel 1922, fu ordinato sacerdote da monsignor Leone Ossola il 29 giugno del 1946, proprio nel giorno della ricorrenza patronale di Borgosesia, ed assunse il suo primo incarico sacerdotale nella parrocchia di Borgosesia. Nel 1946 costituì il gruppo Scout, e il 27 maggio 1953, quando il Vescovo Gremigni istituì la parrocchia di Bettole, propose a don Luigi di seguirla. Invito accolto dal sacerdote, che rimase parroco della frazione fino al 2011, quando si ritirò a Romagnano Sesia, quindi per ben 58 anni.

“Avete rappresentato la mia famiglia e vi porterò sempre nel cuore” disse don Luigi ai suoi parrocchiani quando si congedò da loro – ricorda Tiramani – ora la sua famiglia lo riporta idealmente a casa, intitolandogli uno spazio della città, dove il suo nome rimarrà a perenne ricordo del bene che ha fatto per tante generazioni di giovani valsesiani. Aspetto tutti i suoi ragazzi al taglio del nastro!»

Redazione Vercelli

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