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COSTUME E SOCIETÀ | 27 ottobre 2021, 09:10

Quarant'anni fa la morte di Cino Moscatelli, partigiano e uomo politico

Domenica l'anniversario sarà celebrato a Borgosesia e Grignasco

Moscatelli parla dopo la liberazione di Varallo, 24 aprile 1945

Moscatelli parla dopo la liberazione di Varallo, 24 aprile 1945

La Valsesia commemora, domenica, i 40 anni dalla scomparsa di Vincenzo «Cino» Moscatelli, figura di primissimo piano nella Resistenza, deputato comunista alla Costituente e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel terzo Governo De Gasperi. A Borogosesia, dove Moscatelli viveva e dove si svolse un'imponente cerimonia funebre alla quale parteciparono il presidente della Repubblica, Sandro Pertini (che pochi giorni prima si era anche recato in visita privata a trovare l'amico ormai gravemente malato) e il segretario del Pci, Enrico Berlinguer, domenica alle 10,30 al cimitero centrale è previsto un momento di ritrovo con la deposizione di un omaggio alla tomba di Moscatelli e al monumento dei Caduti partigiani. La giornata prosegue al Parco Vinzio di Grignasco: dalle 11,45 sono previsti i saluti di Michela Cella e Bruno Rastrelli, presidenti provinciali di Anpi Novara e Vercelli, l’introduzione di Alessandro Orsi (Anpi di Borgosesia) e gli interventi dei due direttori scientifici degli istituti storici, Elena Mastretta (Vco), ed Enrico Pagano (Biella Vercelli). A seguire il pranzo e un pomeriggio con musica e canzoni della Resistenza. Qui una raccolta di testimonianze, a cura di Piera Mazzone, direttore della Biblioteca Farinone - Centa di Varallo.

Il 27 ottobre 1983 l’onorevole Elvo Tempia, allora Presidente dell’Istituto per la storia della Resistenza in provincia di Vercelli “Cino Moscatelli”, dalla storica sede di via Sesone 10, scriveva, ai direttori delle Biblioteche della Provincia di Vercelli, una lettera nella quale comunicava che, in ricordo del senatore Cino Moscatelli: “Primo presidente del nostro Istituto, figura esemplare di antifascista, combattente per la libertà, uomo politico e parlamentare”, scomparso due anni prima, l’Istituto aveva edito la pubblicazione: “Ricordo di Cino Moscatelli”, che veniva allegata in dono alle biblioteche: “Crediamo di fare cosa utile inviandone copia per la sua biblioteca, certi che sarà apprezzata dai lettori”.

Ritrovare nel volume della Biblioteca di Varallo quella lettera, ancora scritta a macchina, firmata da “Gim”, mi ha commossa. 

Il ricordo di Cino era riaffiorato anche quest’estate, durante la lettura delle annate del giornale “Il Monte Rosa”, del quale ricorre il 160° anno di pubblicazione: nel giornale del 7 novembre 1981 monsignor Enrico Nobile, protagonista anch’esso della Resistenza, che fu anche mio insegnante a Novara, rievocò la singolare attenzione con cui Moscatelli aveva sempre seguito, dall'altra sponda ideologica, il movimento cattolico resistenziale.

«Qui ci sono dei ragazzi che vogliono la Messa: vieni su, stai con loro quanto tu vuoi, fa quello che ti pare, ma non mancare»: a questo messaggio laconico e perentorio di Cino, don Enrico, disobbedendo ai superiori che gli consigliavano prudenza, salì: «In quella radura di Boleto battuta dal vento», celebrò la messa, ascoltò le confessioni: «Da quei giovani vestiti in qualche modo e randagi, capii un po’ di più il mistero della Chiesa, dove ci stanno anche uomini come Cino, che di quei ragazzi intuiva e rispettava la Fede, essendo forse anche lui stesso uno di quei “cristiani anonimi” che solo qualche anno dopo la teologia cattolica avrebbe scoperto».

Monsignor Giuseppe Cacciami, direttore della Stampa Diocesana, alla morte di Moscatelli, sul Monte Rosa pubblicò un articolo in prima pagina: "Sandro saluta Cino” in cui scrisse: «Ma proprio perché l’ideologia, per quanto totalizzante essa sia, non esaurisce mai la carica umana e la realtà spirituale di una persona, nella vita di Moscatelli abbondano capitoli e aspetti di estremo interesse».

Sul Corriere Valsesiano del 6 novembre Enzo Barbano, allora consigliere dell’Istituto per la storia della Resistenza in provincia di Vercelli, e oggi presidente onorario, scrisse un lungo articolo dedicato a Cino: «Questa mia cultura…mi consente di riconoscere la grandezza di uomini che hanno combattuto per ideali che pure io non ritengo sufficienti a spiegare il fenomeno umano», quindi, pur essendo ideologicamente lontano da Moscatelli, Enzo si sforzò di collocarlo nel suo tempo, meditando sul significato della sua esistenza e delle sue scelte di vita, immaginando che idealmente al suo funerale, cui presero parte il Capo dello Stato,  Sandro Pertini, esponenti dei partiti democratici ed un’immensa folla, sfilassero: «I simboli di cento anni di devozione alla causa del proletariato chiamati a rendere omaggio ad una esistenza vissuta per il comunismo». 

Nel 2014, per i quarant’anni della nascita dell’Istituto, concomitante con il 70° della guerra di Liberazione, fu pubblicato il volume: “Il comunista e la regina. Leggende, miti, errori e falsità. Scritti su Cino Moscatelli”, curato da Piero Ambrosio, che fu direttore dell’Istituto fino al 2009, in cui attraverso diversi contributi si evidenziava l’attualità di Cino: «Punto di riferimento per partigiani, antifascisti, democratici e i giovani». Il volume è completato da una bibliografia aggiornata, suddivisa tra: “Scritti di Moscatelli”, “Biografie”, “Scritti su Moscatelli”, “Citazioni” e dagli utilissimi Indice dei nomi di persona e Indice dei nomi di luogo, curati da Raffaella Franzosi, che consentono ricerche partendo da punti diversi. Su Cino, fondatore dell’Istituto Storico, fiorirono mille leggende, che lo trasformarono in un eroe immortale: oggi resta il suo esempio e ciò che ha costruito per l’Italia democratica.

“Il Monte Rosa è sceso a Milano. La Resistenza nel Biellese, nella Valsesia e nella Valdossola”, di Cino Moscatelli e Pietro Secchia, pubblicato da Einaudi nel 1958, è la: “Bibbia della Resistenza della Valsesia”, scritto a quattro mani, raccoglie ricordi, testimonianze memorie, prima che il tempo le stemperasse. Fu scritto: «Quando si aveva ancora voglia di narrare e ascoltare storie partigiane», per trasmettere a chi era venuto dopo anagraficamente, una storia della quale gli autori erano stati protagonisti e non solo testimoni.

Marino Moscatelli, figlio del fratello di Cino, qualche giorno fa venne in biblioteca chiedendomi di ricordare questo importante anniversario: sono ben lieta di poter condividere questi frammenti di memoria provenienti da persone che conobbero il Comandante partigiano delle brigate Garibaldi della Valsesia, sindaco di Novara, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri per l’assistenza ai reduci e ai partigiani, durante il terzo governo De Gasperi, e poi senatore.

Il rispetto e la coerenza, che emergono dalla vita e dalle testimonianze dedicate a Cino Moscatelli, credo siano valori quanto mai attuali, da trasmettere alle giovani generazioni e certo altri ancora ne emergeranno nel convegno dedicato a Cino, che si svolgerà il 31 ottobre al Parco Vinzio a Grignasco, organizzato dalle Anpi di Novara, Vercelli e VCO, in collaborazione con l’ISRN “Fornara” di Novara e l’Istituto per la storia della Resistenza e della Società contemporanea nel Vercellese, nel Biellese e in Valsesia.

Redazione Vercelli - Piera Mazzone

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