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ATTUALITÀ | 14 agosto 2022, 09:08

Addio a Piero Angela: il legame con Vercelli, i ricordi del grande giornalista

Cittadino onorario dal 2019, era stato più volte ospite di iniziative istituzionali e con le scuole.

Addio a Piero Angela: il legame con Vercelli, i ricordi del grande giornalista

Vercelli dice addio a uno dei suoi cittadini onorari più noti e amati. A 93 anni è morto Piero Angela, giornalista, scrittore, grande divulgatore scientifico. I suoi programmi, "Quark", poi "Superquark", hanno fatto la storia della televisione italiana e aperto la strada a un nuovo modo di divulgare la scienza. Una strada seguita anche dal figlio Alberto, che sui social ha lasciato il messaggio "Buon viaggio, papà".

Ma sui social (sui profili di Superquark) c'è anche il messaggio che Piero Angela ha voluto lasciare come commiato: «Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umanoMalgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia. È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparatoCarissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese».

Piero Angela era nato a Torino il 22 dicembre del 1928, da una famiglia con forti radici vercellesi. Il padre, Carlo Angela, medico psichiatra nato a Olcenengo, è stato insignito dell'onorificenza di Giusto tra le Nazioni per aver salvato dalla deportazione famiglie ebree, nascoste nella clinica psichiatrica che dirigeva durante la seconda guerra mondiale. Una vicenda che la famiglia Angela, per discrezione, non aveva mai divulgato e che divenne di dominio pubblico solo nel 1995, quando uno degli ebrei salvati, Renzo Segre, raccontò la sua storia in un libro dal titolo "Venti mesi", il tempo nel quale era stato nascosto e protetto dal professor Angela.

Al vercellese, anche Piero Angela era rimasto molto legato. Negli ultimi anni aveva partecipato a diversi incontri in città, istituzionali e non. Nel 2016 era stato oratore, al Teatro Civico, in occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per i 150 anni della costruzione del Canale Cavour; ma aveva anche incontrato con gioia gli studenti in occasione della messa a dimora di una delle prime piante del Giardino dei Giusti del parco Iqbal Masih, intitolata proprio alla memoria del padre. In tempi più recenti, insieme alla sorella Sandra (che aveva insegnato a lungo proprio alla media cittadina Ferrari), aveva presenziato all'intitolazione al padre della scuola primaria del comprensivo Ferrari e poi, nel 2019 alla consegna della cittadinanza onoraria, tributata con voto unanime dal Consiglio comunale su proposta di un gruppo di consiglieri dell'allora maggioranza di centro sinistra. 

«L'amministrazione comunale di Vercelli partecipa con dolore alla scomparsa del nostro concittadino onorario - dice il sindaco Andrea Corsaro -. La famiglia Angela è sempre stata vicina e partecipe alle vicende della nostra città, offrendo un'importante testimonianza di alto senso civico in momenti molto drammatici della storia italiana. E il contributo dato da Piero Angela alla divulgazione della cultura scientifica in Italia non potrà mai essere dimenticato, così come il suo stile elegante e le sue doti di formidabile narratore e divulgatore». 

Un legame che Vercelli ha voluto rinsaldare in tempi recenti attraverso diverse occasioni di incontro, alle quali Angela si è sempre avvicinato con il suo stile elegante, caratterizzato da competenza, garbo, capacità narrativa.

«È morto un grande Vercellese, Piero Angela originario di Olcenengo anche se nato a Torino. Un esempio di civiltà e cultura -, scrive in un post il parlamentare Paolo Tiramani - Un esempio di civiltà unico. Un vanto per il nostro territorio aver dato i natali al padre della cultura in Tv. Ricordiamo che Vercelli lo insignì anche della cittadinanza onoraria. Migliaia di italiani sono cresciuti con i suoi programmi educativi e non dimenticheranno uno dei più grandi divulgatori scientifici della televisione nel nostro Paese».

«Una persona che con la sua semplicità ha saputo trasmettere a tanti il valore della scienza e della verità - è il ricordo affidato ai social di Alberto Fragapane, esponente del Pd dal quale partì la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria -. E lo ha sempre fatto con il dono dell'umiltà, che ci ha trasmesso con le sue parole, che mi ha trasmesso anche in quel sorriso».

Unanime il cordoglio dal mondo delle istituzioni, dal ministro della Cultura, Dario Franceschini ("Perdiamo un grande italiano") al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: "Un fuoriclasse della divulgazione scientifica". E il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, concorda: "Il divulgatore più grande".

«Il gruppo Lega Salvini Piemonte, con il suo presidente, i suoi vicepresidenti e tutti i suoi consiglieri, esprime il proprio cordoglio più sincero per la scomparsa di Piero Angela, torinese che ha rivoluzionato il mondo della divulgazione, permettendo che anche i concetti più complessi fossero accessibili a tutti. Un esempio di cultura, lungimiranza e democrazia culturale che lo pone tra i grandi figli del nostro Piemonte. Un sentito abbraccio ai suoi cari e al figlio Alberto, certi che saprà continuare a tenere alta una tanto luminosa eredità», si legge in una nota ufficiale del gruppo consiliare regionale Lega Salvini Premier.

redazione Vercelli

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