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COSTUME E SOCIETÀ | 12 novembre 2022, 11:25

Sanac, timide speranze per i 90 lavoratori gattinaresi

Ci sarebbero acquirenti interessati all'azienda, ma si aspetta l'incontro ufficiale con i sindacati.

Sanac, timide speranze per i 90 lavoratori gattinaresi

Riceviamo e pubblichiamo.

Un’azienda ancora appetibile per il mercato. Questo lasciano presagire le prime indiscrezioni sulle manifestazioni di interesse che sarebbero state presentate in risposta al bando di vendita della Sanac di Gattinara che si è chiuso lunedì scorso, 7 novembre 2022.

Timide ma buone notizie, quindi, per i 300 lavoratori di Sanac – 90 solo nello stabilimento di Gattinara - che temevano il peggio per un’Azienda che, a conti fatti, è ancora in grado di essere produttiva.

L’auspico è che non si replichi il ‘nulla di fatto’ già capitato in seguito al secondo bando, quando la proposta di Dalmia (società indiana) purtroppo presentava delle criticità economiche e sull’asset occupazionale che non portarono raggiungere alcun risultato, considerato che una delle conseguenze sarebbe stata diminuire il numero degli addetti. L’ufficialità delle proposte arriverà solo nelle prossime settimane, quando le Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil incontreranno la struttura commissariale, ma questa condizione di incertezza ha portato tutti gli stabilimenti del gruppo aziendale - compreso quello di Gattinara - a dichiarare lo stato di agitazione proclamando un presidio di fronte ai cancelli dello stabilimento vercellese che avrà luogo venerdì 11 novembre dalle ore 12.30 alle 14.30.

Il presidio, che non è organizzato per ostacolare o per contestare la gestione aziendale, vuole mantenere alta l’attenzione su una vertenza che ancora oggi non ha trovato soluzioni concrete dopo ben 7 anni di amministrazione straordinaria e fare in modo che le istituzioni intervengano: se le indiscrezioni sono veritiere, queste nuove e ulteriori manifestazioni di interesse devono avere necessariamente una conclusione positiva.

Per questo, Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo anche un intervento sulle commesse da parte di Acciaierie d’Italia, a oggi compartecipata statale (Invitalia) al 38%. che ha da tempo fermi ordini e pagamenti (avanzano circa 23 milioni più volte ingiunti) e che ha sempre rappresentato il cliente principale di Sanac.

«Sanac è un’azienda sana - afferma Alan Orso Manzonetta, della Filctem Cgil -. Nonostante lil contesto generale e le proprie vicissitudini è riuscita, nel corso del 2021, ad aumentare del 20% la produzione e del 45% le spedizioni, incrementando il fatturato e stabilizzando anche 8 lavoratori di cui 5 solo a Gattinara. Nel 2022 è poi riuscita addirittura a diversificare la clientela, aumentando il proprio mercato verso terzi per un buon 18%, nonostante una spiacevole contrazione del - 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a causa ‘dell’atteggiamento’ di Acciaierie d’Italia».

Quindi, nonostante le indiscrezioni, la preoccupazione del Sindacato permane così come quella dei Lavoratori e delle loro famiglie: dopo due bandi andati a vuoto, ora deve essere forzatamente il momento decisivo per il futuro occupazionale di questa Azienda.

cs Cgil Vercelli Valsesia

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