Un tema poco conosciuto, ma centrale per comprendere fino in fondo la tragedia del Novecento, è stato al centro dell’incontro svolto oggi all’Istituto Superiore D’Adda di Varallo. Nel “caffè letterario” della quarta classico, studenti e docenti hanno discusso del Porrajmos, termine con cui si indica lo sterminio di Rom e Sinti durante la Seconda guerra mondiale.
Il confronto è partito dal libro “Io Non Mi Chiamo Miriam”, in cui la protagonista, una ragazza Rom, decide di assumere l’identità dell’ebrea Miriam per sfuggire alle discriminazioni che, come ricordato durante l’incontro, persistevano perfino nei lager, tra Auschwitz e Ravensbrück.
L’iniziativa ha offerto l’occasione per ampliare lo sguardo su un aspetto della Shoah spesso meno trattato nei percorsi di memoria, richiamando l’importanza di ricordare tutte le vittime della deportazione e della persecuzione, affinché la memoria di ogni persona colpita dall’odio e dalla violenza non venga dimenticata.












