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EVENTI | 31 gennaio 2026, 14:01

Varallo, l’Istituto Superiore D’Adda chiude la settimana della Memoria tra letture, caffè letterari e riflessioni sui diritti umani

Varallo, l’Istituto Superiore D’Adda chiude la settimana della Memoria tra letture, caffè letterari e riflessioni sui diritti umani

Varallo, l’Istituto Superiore D’Adda chiude la settimana della Memoria tra letture, caffè letterari e riflessioni sui diritti umani

Si è conclusa ieri, all’Istituto Superiore D’Adda di Varallo, la settimana di iniziative dedicate alla Giornata della Memoria, costruita attorno a letture, momenti di confronto in classe e un incontro pubblico con un operatore di pace. Un percorso che ha coinvolto studenti e docenti, con l’obiettivo di tenere viva l’attenzione sui temi della Shoah, dei totalitarismi e della difesa dei diritti fondamentali.

Tra gli appuntamenti, la 3ª classico/linguistico, accompagnata dalla professoressa Piazzale, ha proposto un caffè letterario dedicato a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, considerato una delle testimonianze più importanti di chi è sopravvissuto all’esperienza del lager di Auschwitz. Un’occasione per rimettere al centro la forza delle parole e la responsabilità della memoria, soprattutto tra le nuove generazioni.

Un secondo caffè letterario ha visto protagonisti gli studenti della 4ª AFM, con la professoressa Vergerio, che hanno scelto “La fattoria degli animali” di George Orwell. Il romanzo è stato utilizzato come chiave di lettura per ragionare sull’“ombra” dei totalitarismi e sulle dinamiche che possono trasformare la società quando si indeboliscono libertà e coscienza critica.

Nella giornata di ieri, inoltre, le classi quarte e quinte hanno incontrato Gianmarco Pisa, operatore di pace impegnato in progetti di ricerca-azione per la trasformazione dei conflitti nell’ambito dell’Istituto Italiano di Ricerca per la Pace. Un confronto che ha portato gli studenti a riflettere sull’importanza della tutela dei diritti umani e sul valore dell’impegno quotidiano per una convivenza fondata su rispetto e responsabilità.

A fare da filo conduttore, anche un segno visibile: il pannello che ha fatto da sfondo alla staffetta di lettura de “La notte” di Elie Wiesel, realizzata da docenti e alunni, si è “illuminato” con le parole scelte dagli studenti, un modo simbolico per “attraversare” quella notte e ribadire un auspicio chiaro: che nessuno, in futuro, debba vivere ciò che Wiesel ha raccontato.

Redazione J.B.

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