Sulla prima canzone vi era descritto un paese appena uscito dal conflitto bellico, con parecchie case bruciate; si erano susseguiti combattimenti fra partigiani, fascisti e tedeschi; la deportazione ed il successivo ritorno di parecchi giovani dai campi di lavoro in Germania. L’economia del paese, basata sostanzialmente sulla pastorizia, era in grave difficoltà, i capi di bestiame erano stati decimati per sfamare gli abitanti e gli sfollati, parte degli alpeggi nell’estate ’45 erano rimasti abbandonati. L’emigrazione dei giovani rimaneva l’unica possibilità di lavoro, ma in quel primo anno del dopo guerra le fabbriche delle grandi città non erano ancora state ricostruite e tutti i ragazzi erano rimasti a svernare in paese.
In questo clima i giovani del paese coadiuvati dall’allora parroco don Pietro Lippi fecero nascere la prima Paniccia, che immaginarono spensierata e propiziatoria per il futuro. Questa manifestazione è arrivata sino a noi sempre grazie ai giovani e meno del paese e alla disponibilità del parroco don Giuseppe Vanzan che ospita tutti i preparativi dei giorni precedenti. Parecchi sono gli aneddoti curiosi capitati negli anni, dal risotto mangiato dal Comitato che aveva distribuito alla popolazione tutta la Paniccia ed era rimasto a bocca asciutta, la Paniccia delle donne negli anni sessanta non per contestazione ma per mancanza di uomini tutti emigrati per motivi di lavoro, le discussioni interne al comitato sul sapore e speziatura dei cotechini e dei “previ” che venivano preparati da loro stessi, le maschere Toni e Marianna, le sfilate di tutte le maschere delle frazioni negli anni ottanta, tortelli in piazza e infinite altre avventure tutte da raccontare. Tantissime sono le persone che hanno dato aiuto e supporto alla Paniccia in questi ottant’anni e a loro va il ringraziamento di tutti noi. Non mancate all’appuntamento di domenica in piazza a Fobello, vi aspettiamo numerosi e a tutti il nostro ALEGRU!









