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EVENTI | 18 marzo 2026, 10:22

In Valsesia il Centro Famiglie UMV lancia progetti per adolescenti e anziani: laboratori nelle scuole e dialogo tra generazioni

In Valsesia il Centro Famiglie UMV lancia progetti per adolescenti e anziani: laboratori nelle scuole e dialogo tra generazioni

In Valsesia il Centro Famiglie UMV lancia progetti per adolescenti e anziani: laboratori nelle scuole e dialogo tra generazioni

In Valsesia prende forma un nuovo percorso rivolto a due fasce della popolazione spesso considerate separate, ma che possono invece diventare risorsa l’una per l’altra: gli adolescenti e gli anziani. Grazie ai fondi regionali per le Politiche per la Famiglia, il Centro Famiglie dell’Unione Montana Valsesia ha avviato una serie di iniziative pensate per sostenere i ragazzi tra i 13 e i 17 anni e, allo stesso tempo, promuovere percorsi di invecchiamento attivo.

Il progetto interessa in particolare il territorio di Varallo e Borgosesia, dove nelle prossime settimane prenderanno il via laboratori dedicati a scuole medie e superiori. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete tra le realtà già presenti in valle e trasformare fragilità, isolamento e difficoltà quotidiane in occasioni di partecipazione e confronto.

Cosa succede in Valsesia con i progetti del Centro Famiglie UMV

La progettazione e la realizzazione delle iniziative sono partite nel novembre 2025. Come spiega Jessica Chiarolla, referente del Centro Famiglie dell’Unione Montana Valsesia, sia la fase ideativa sia quella operativa sono state affidate alla cooperativa sociale Comunità Educativa Giovanile di Novara.

Nei primi mesi un educatore professionale ha incontrato diverse realtà già attive sul territorio valsesiano, dagli oratori parrocchiali alle associazioni fino alle ACLI, costruendo un dialogo e un percorso condiviso. Il senso del progetto sta proprio qui: non creare interventi isolati, ma mettere in relazione soggetti già presenti in valle per dare risposte più efficaci a giovani e anziani.

A Varallo e Borgosesia i laboratori su cyberbullismo, social network ed emozioni

Nelle prossime settimane i ragazzi delle scuole di Varallo e Borgosesia saranno coinvolti in due percorsi laboratoriali distinti.

Il primo, “Cyberbullismo e Social Network”, è rivolto agli studenti della scuola media. Sarà curato dai formatori pedagogisti Matteo Locatelli e Chiara Quaglio della cooperativa sociale Logos di Gallarate, con il supporto dell’educatore della CEG. Il progetto coinvolgerà 240 ragazzi e lavorerà sul tema digitale, offrendo strumenti per un uso più consapevole della tecnologia e per riconoscere i rischi connessi ai social e alla rete.

Il secondo laboratorio, “It’s Cool To Be”, è invece destinato a 250 studenti delle classi seconde delle scuole superiori di Borgosesia e Varallo. Si tratta di un percorso esperienziale condotto dall’educatore CEG insieme a Ilaria Quercioli, mediatrice dei conflitti della società Mediana di Novara, e punta a far emergere il tema delle emozioni come chiave per la prevenzione delle dipendenze.

Il ruolo dei genitori e il confronto sui contenuti online

Uno degli aspetti più interessanti del progetto sul cyberbullismo è che non si rivolge soltanto agli studenti. È previsto infatti anche un momento dedicato ai genitori, considerati parte attiva del percorso educativo.

L’incontro aperto si intitola “Quello che i ragazzi non dicono, ma postano” e nasce con l’obiettivo di favorire un dialogo più consapevole tra adulti e figli sul rapporto con i social, con l’esposizione online e con i linguaggi digitali che oggi attraversano la vita quotidiana degli adolescenti.

Dipendenze, prevenzione e ascolto: il lavoro con gli studenti delle superiori

Il laboratorio “It’s Cool To Be” si inserisce invece in collegamento con le azioni di prevenzione delle dipendenze portate avanti dagli operatori del SERD dell’ASL di Vercelli.

L’idea è accompagnare i ragazzi in un confronto aperto sulle emozioni, aiutandoli a riconoscere dinamiche interiori e relazioni che possono diventare terreno di vulnerabilità. In questo senso, il progetto prova a lavorare prima che il disagio esploda, puntando su ascolto, consapevolezza e strumenti relazionali.

In arrivo anche “Oracast” e gli incontri con gli anziani

Accanto ai laboratori scolastici, il Centro Famiglie UMV ha annunciato anche un progetto di podcast chiamato “Oracast”, che coinvolgerà i ragazzi dell’Oratorio di Borgosesia e diversi soggetti della comunità. L’obiettivo sarà promuovere partecipazione, prevenzione e benessere, utilizzando un linguaggio vicino ai giovani e capace di metterli in relazione con il territorio.

Parallelamente, grazie al lavoro degli assistenti sociali dell’Area Anziani, verranno promossi momenti di incontro con gli utenti anziani del Centro Famiglia. L’idea di fondo è favorire la conoscenza reciproca e il dialogo tra generazioni, facendo in modo che anche gli anziani possano diventare protagonisti attivi di uno scambio con i più giovani.

Il commento di Francesco Pietrasanta sull’attività del Centro Famiglie

Il programma viene seguito con attenzione dal presidente dell’Unione Montana Valsesia, Francesco Pietrasanta, che sottolinea il valore dell’attività del Centro Famiglie.

Nel suo intervento, Pietrasanta evidenzia come oggi sia fondamentale che le istituzioni sostengano sia i giovani sia gli anziani. I primi, osserva, si muovono in un mondo sempre più complesso, dove Internet può essere opportunità ma anche rischio; i secondi, invece, rischiano di restare esclusi da un progresso rapido e spesso difficile da seguire. Da qui la necessità di costruire un ponte tra generazioni, capace di dare ai ragazzi una maggiore conoscenza delle proprie radici e agli anziani nuovi stimoli e nuove occasioni di partecipazione.

Perché interessa il territorio

Per la Valsesia, questo progetto ha un valore concreto perché prova a tenere insieme scuola, famiglie, servizi, associazioni e comunità attorno a due temi centrali: la crescita degli adolescenti e la qualità della vita degli anziani.

Il fatto che le attività si sviluppino tra Varallo e Borgosesia, con il coinvolgimento di scuole, oratori, operatori sociali e sanitari, rende l’iniziativa particolarmente significativa. Non si tratta infatti di un intervento calato dall’alto, ma di una rete costruita sul territorio valsesiano, con l’obiettivo di rispondere a bisogni reali e di trasformare il dialogo tra generazioni in una risorsa stabile per la comunità.

Redazione J.B.

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