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ATTUALITÀ | 24 marzo 2026, 17:02

La "Tenaglia Fiscale" sugli Stipendi: quando l’aumento diventa una perdita

La "Tenaglia Fiscale" sugli Stipendi: quando l’aumento diventa una perdita

La "Tenaglia Fiscale" sugli Stipendi: quando l’aumento diventa una perdita

Biella, 20 marzo 2026 – Il sistema fiscale italiano sta presentando il conto ai Carabinieri e al ceto medio, manifestandosi in quello che definiamo un vero e proprio "paradosso tributario". Nonostante gli incrementi stipendiali lordi e la riduzione dell'aliquota Irpef dal 35% al 33%, moltissimi colleghi hanno segnalato con amarezza che il netto in busta paga non è affatto aumentato, risultando in alcuni casi addirittura inferiore rispetto al passato. 

Il “Paradosso Tributario”: La "trappola" del reddito. 

Il fenomeno non deriva da errori di calcolo, ma dall'architettura delle detrazioni legate al taglio del cuneo fiscale introdotta nel 2025. La struttura attuale prevede:  sotto i 20.000 €, un bonus erogato direttamente in busta paga;  tra 20.000 € e 32.000 €, una detrazione fissa di circa 1.000 € annui;  tra 32.000 € e 40.000 €, una detrazione "sfumata" che si riduce progressivamente fino ad azzerarsi. Il problema esplode al superamento della soglia rigida di 40.000 €. In questa fascia, l'aumento del lordo comporta la perdita totale dei benefici del cuneo, portando il Fisco a "mordere" l'intero incremento ricevuto. Un esempio concreto: un Luogotenente con oltre trent’anni di servizio ha percepito nel febbraio 2025 un netto di 2.364,43 € su un lordo di 3.609,40 €. Nel febbraio 2026, a fronte di un aumento del lordo a 3.900,64 € (+291,24 €), il netto è sceso a 2.360,15 €. In sintesi: un aumento lordo significativo si è tradotto in una perdita netta di 4,28 €. 

L’Addizionale Regionale: la Stangata Piemontese. 

A peggiorare il quadro interviene la tassazione locale. La Regione Piemonte, con la Legge n. 16 del 6 agosto 2025, ha innalzato l'addizionale Irpef ai massimi livelli consentiti per recuperare circa 150 milioni di €. Questa scelta colpisce l'85% dei contribuenti piemontesi (redditi sotto i 50.000 €), gravando pesantemente sui Carabinieri operanti nel territorio. Il confronto con realtà limitrofe è impietoso:  Piemonte - Aliquota massima del 3.33%. Un reddito di 43.000 € paga 820 € di addizionale;  Lombardia - Aliquota massima dell'1.73%. Per lo stesso reddito si pagano 578 €. I colleghi in Piemonte si trovano a pagare ben 244 € in più rispetto ai colleghi lombardi, a parità di servizio e grado. 

Il MOSAC intende sensibilizzare il Governo e le sigle sindacali affinché il prossimo contratto per il triennio 2025-2027 non si basi su sterili cifre lorde, ma sugli effetti reali dello stipendio netto. 

È necessario fermare queste distorsioni che puniscono il merito e la progressione di carriera. “Ogni valutazione economica deve basarsi sul netto, per fugare a monte speculazioni e paradossi”, conclude Nicola D’Agostino, responsabile dell’Area Norditalia del MOSAC.

c.s.Associazione MOSAC “Movimento Sindacale Autonomo Carabinieri”, s.zo.

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