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| 03 giugno 2026, 10:45

Dal riso alla destinazione: il vercellese rilancia il turismo dei territori autentici

Dopo il successo di Risò 2025, il Vercellese prosegue il proprio percorso di valorizzazione turistica puntando su borghi delle vie d'acqua, risaie, abbazie e patrimonio diffuso

Ci sono territori che non hanno bisogno di essere reinventati. Hanno bisogno di essere riscoperti e raccontati.

È ciò che sta accadendo nel Vercellese, la terra che custodisce il cuore della risicoltura italiana. Un territorio che, dopo il successo di Risò 2025, il Festival Internazionale del Riso promosso dalla Provincia di Vercelli, ha iniziato a raccontarsi con una voce nuova, trasformando il proprio patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico in una destinazione turistica autentica e contemporanea.

Un percorso che nasce dalla visione del Presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino, che ha saputo intuire come il riso e il mondo risicolo potesse diventare non soltanto un'eccellenza produttiva, ma anche un potente strumento di narrazione territoriale e di attrattività turistica.

«Il turismo di oggi cerca autenticità, identità e storie vere», afferma Laura Audi, direttore tecnico di Somewhere Tours & Events e Presidente di FIAVET Piemonte. «Sempre più viaggiatori desiderano scoprire luoghi che conservano un'anima. Il Vercellese è uno di questi: un territorio dove il paesaggio non è una scenografia, ma il racconto vivente di una comunità, della sua storia e del suo lavoro

Nasce da questa visione il progetto dei Borghi delle Vie d'Acqua, un viaggio tra piccoli borghi silenziosi, grandi tenute risicole, castelli e monasteri della Baraggia, antiche abbazie e sapori che hanno reso celebre il riso italiano nel mondo.

Un turismo lento, sostenibile e profondamente umano, che non attraversa semplicemente i territori ma li valorizza, li rigenera e restituisce centralità alle comunità che li abitano. Un modello di sviluppo che trasforma il patrimonio diffuso in opportunità economica, culturale e sociale, contribuendo a rilanciare il futuro delle aree meno conosciute del Piemonte.

Perché il futuro del turismo non appartiene ai luoghi che si promuovono di più: appartiene ai luoghi che custodiscono un'anima, e hanno il coraggio di raccontarla. Un l territorio che scrive la propria storia e lavora per disegnarne il futuro.

C.S.

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