Persistono le condizioni di ondata di calore su tutto il Piemonte, a causa della presenza di un robusto promontorio anticiclonico esteso sull’Europa, che determina temperature molto superiori alla media del periodo su tutto il territorio.
Lo rende noto Arpa Piemonte sul proprio sito web: "Il forte riscaldamento diurno favorisce lo sviluppo di instabilità pomeridiana a ridosso della fascia montana e pedemontana, in particolare all'interno delle vallate alpine, che sarà particolarmente marcata nella giornata di domani, quando lievi infiltrazioni di aria fresca, causeranno temporali più diffusi, con coinvolgimento anche delle zone di pianura e collina. Il Centro Funzionale ha emesso per domani una allerta gialla per temporali su tutto il territorio piemontese. I temporali, associati a fulminazioni, grandinate e raffiche di vento, determineranno un parziale e temporaneo calo delle temperature, che si manterranno al di sopra della media del periodo e continueranno a causare un forte disagio bioclimatico".
Da giovedì il promontorio vedrà un nuovo ulteriore rinforzo, convogliando aria ancora molto calda che determinerà temperature in progressivo aumento, con valori che potranno raggiungere i 38-39°C in pianura tra sabato e domenica.
Questa seconda ondata di calore della stagione — dopo quella registrata nell'ultima decade di maggio, iniziata il 17 giugno scorso, è destinata a persistere almeno fino ai primi giorni di luglio.
Il fenomeno mantiene valori minimi e massimi di temperatura ben al di sopra delle medie del periodo, con conseguenti notti tropicali (temperatura minima >20°C) che impediscono un recupero psicofisico notturno. Per i prossimi tre giorni persiste il disagio bioclimatico forte con l’eccezione di Cuneo, dove l’effetto dei temporali determinerà un temporaneo calo a moderato.
Nei primi venti giorni del mese, la temperatura media registrata sulla regione si è già posizionata al 5° posto tra i mesi di giugno più caldi degli ultimi 70 anni. Le proiezioni indicano che, se le temperature si manterranno sui livelli degli ultimi cinque giorni da qui alla fine del mese, il 2026 supererà i precedenti storici diventando il secondo giugno più caldo, subito dietro al record del 2003 (mentre al momento i record di massimi storici restano legati alle giornate del 28 e 29 giugno 2019).
Arpa sottolinea che dopo una prima metà del mese all'insegna del benessere (caratterizzata da una netta prevalenza di giorni con disagio bioclimatico assente o debole), l'ondata di calore si è progressivamente estesa su tutto territorio piemontese. Se il 18 giugno il livello 3 (disagio forte) si limitava a Torino e Alessandria, tra il 20 e il 21 giugno tutti i capoluoghi di provincia — Biella, Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli — sono entrati contemporaneamente in "zona rossa". Nello specifico dell'ondata in corso, Torino, Vercelli e Alessandria contano già 4 giorni consecutivi di disagio forte, mentre negli altri capoluoghi sono 2.
Il bilancio complessivo del disagio bioclimatico dal 15 maggio ad oggi
- Disagio Forte (Rosso): Il picco assoluto spetta ad Alessandria con ben 13 giorni complessivi di massima allerta, seguita da vicino da Torino (12 giorni) e Vercelli (11 giorni). Valori significativi si registrano anche a Novara e Verbania (9 giorni), Asti e Cuneo (8 giorni), mentre si conferma Biella quella con il numero inferiore 7 giorni di forte disagio.
- Disagio Moderato (Arancione): Condizioni di criticità si sono manifestate più frequentemente ad Asti (8 giorni), seguita da Biella e Torino (6 giorni).
- Disagio Debole (Giallo): I giorni di transizione o parziale disagio termico vedono in testa Vercelli (9 giorni), seguita da Cuneo e Verbania (8 giorni).
Arpa raccomanda la massima attenzione per i prossimi giorni, in particolare per le fasce di popolazione più fragili residenti nei centri urbani. Per quello che riguarda la sorveglianza per gli effetti sanitari, quotidianamente viene monitorato l’andamento della mortalità nei capoluoghi di provincia ed in particolare su Torino.
La valutazione sull’impatto del caldo sarà effettuata al termine dell’ondata di calore, quando saranno realizzate le analisi statistiche sui dati che vengono trasmessi ad Arpa dai servizi anagrafici dei comuni. In particolare sarà approfondita la situazione sul capoluogo regionale, vista la numerosità della popolazione esposta.











