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ATTUALITÀ | 13 luglio 2026, 19:30

Fiamme, afa e fiumi in secca, la Regione convoca il tavolo siccità: scatta il piano d'emergenza tra i tagli interni e i rilasci per il Veneto

Oggi vertice d'urgenza: l'Autorità di Bacino del Po chiede più acqua per salvare la foce ma l'agricoltura piemontese rischia il collasso: pronto il piano di razionamento per i Comuni.

Fiamme, afa e fiumi in secca, la Regione convoca il tavolo siccità: scatta il piano d'emergenza tra i tagli interni e i rilasci per il Veneto

Fiamme, afa e fiumi in secca, la Regione convoca il tavolo siccità: scatta il piano d'emergenza tra i tagli interni e i rilasci per il Veneto

Tra le temperature roventi che non accennano ad abbandonare il territorio e l'emergenza incendi che proprio in queste ore sta riguardando il Piemonte, la nostra regione deve anche fare il conto con l'approvvigionamento idrico. 

Oggi pomeriggio infatti, è stato convocato d'urgenza il tavolo siccità per fare fronte a un quadro complessivo che permane difficilissimo in diversi comprensori del distretto. Una cabina di regia straordinaria che si trova a gestire una vera e propria crisi di sistema: da un lato la sofferenza sempre più acuta dell’idropotabile, dall'altro il grido d'aiuto del comparto agricolo. 

L’incontro, a cui parteciperanno tra gli altri agli assessori competenti per l'Ambiente, l’Agricoltura e la Protezione Civile, vedranno anche la presenza di tutti gli attori chiave della gestione idrica piemontese. Attorno al tavolo siederanno i tecnici dell’Arpa Piemonte, i rappresentanti dei consorzi di bonifica e irrigui, le associazioni di categoria del mondo agricolo e i gestori delle reti acquedottistiche locali. L'obiettivo è delineare una strategia coordinata ed immediata prima che la scarsità d'acqua si trasformi in una crisi irreversibile. 

Il 10 luglio scorso l’Osservatorio coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, ha lanciato l'allarme in quanto “considerato che la disponibilità di risorsa si sta rapidamente esaurendo” e per tale ragione “si conferma, per ora, lo stato di severità idrica 'media in assenza di precipitazioni'. Nel contempo sono state approvate una serie di indicazioni per il territorio al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale".

A inizio mese il governatore del Veneto Alberto Stefani ha decretato lo stato d'emergenza per deficit idrico su tutto il territorio  regionale e parallelamente proprio l'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, riunita nell'ambito dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel Distretto idrografico del fiume Po, ha definito una serie di misure che Piemonte e Lombardia dovranno applicare per favorire il rilascio di maggiori quantitativi d'acqua e garantire il mantenimento di portate adeguate anche in territorio veneto. 

Il Veneto, però non è l’unica regione del Nord Italia a subire le criticità causate dalle ripetute ondate di afa; il quadro permane infatti difficile in diversi comprensori del Distretto, e proprio in Piemonte la Regione ha nel focus d’emergenza odierno analizzerà la richiesta di rilasci ulteriori dagli invasi di monte verso il Lago Maggiore, per poter minimamente continuare a fornire risorsa idrica al Po. A “soffrire” non è solo l'idropotabile , ma anche l’uso irriguo ed in particolare le zone dove sono presenti le aree risicole che saranno costrette a centellinare le risorse arrivando a subire una riduzione dell'80%.

Al tavolo regionale sulla siccità si partirà dai dati della relazione tecnica di Arpa, che presenterà il quadro aggiornato sulla portata dei fiumi — a partire dal Po e dai suoi principali affluenti — oltre allo stato di riempimento dei grandi laghi e dei bacini montani. I dati sui deficit pluviometrici e le tendenze meteo-climatiche dei prossimi giorni guideranno le scelte politiche e gestionali, fornendo la reale dimensione della sofferenza della falda acquifera.

Tra i provvedimenti più delicati sul tavolo dei decisori politici vi è la discussione sulle deroghe al “Deflusso Minimo Vitale (Dmv)”. Per evitare il totale collasso delle colture in un momento cruciale della stagione agricola, la Regione valuterà la possibilità di ridurre temporaneamente la quota di flusso idrico che per legge deve rimanere nei fiumi per preservare gli ecosistemi, deviando una quota di risorsa supplementare verso i canali irrigui. In primo piano vi sarà anche la definizione delle priorità d'uso e dei piani di razionamento: la legge stabilisce che la precedenza assoluta spetta sempre all'uso idropotabile per garantire l'acqua da bere ai cittadini, seguito dall'uso agricolo e infine da quello industriale e idroelettrico.

Parallelamente, si chiederà la massima collaborazione ai Comuni. Dal tavolo odierno scaturiranno le linee guida per l’emanazione di ordinanze sindacali omogenee su tutto il territorio regionale, volte a limitare drasticamente gli usi impropri dell’acqua potabile: con ogni probabilità verrò decretato lo stop al lavaggio delle auto, al riempimento di piscine private e all’irrigazione di prati e giardini durante le ore diurne.

Oltre alle misure di "pronto soccorso" per superare la morsa del caldo e della secca, l'incontro di oggi sarà anche l'occasione per fare il punto sulla pianificazione strutturale a medio e lungo termine. All'attenzione della cabina di regia vi saranno i finanziamenti legati al Pnrr e ai fondi europei per il potenziamento degli invasi, la ripulitura dei vecchi bacini artificiali, la riduzione delle perdite della rete acquedottistica e la transizione accelerata del comparto agricolo verso sistemi di micro-irrigazione a basso consumo.

Angela Panzera (Targato Cn)

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