Le Aree Protette della Valsesia registrano una crescita significativa negli ultimi cinque anni. A evidenziarlo è l’analisi dei dati contenuti nelle relazioni annuali dell’Ente di Gestione, con particolare attenzione al confronto tra il 2021 e il 2025 e agli aspetti legati alla fruizione, alla didattica, alla divulgazione e alla tutela del territorio.
Il quadro che emerge racconta un sistema in evoluzione, capace di aumentare il numero di visitatori, consolidare l’offerta educativa e rafforzare il ruolo delle Guide ufficiali del Parco.
Visitatori in forte crescita
Uno dei dati più evidenti riguarda la fruizione dei centri visita.
Secondo l’analisi diffusa da Legambiente del Vercellese e della Valsesia, Pro Natura Vercellese Valsesia e VCO, Italia Nostra Vercelli e Valsesia e Lipu Vercelli-Biella, i visitatori sono passati dai circa 3 mila del 2021 ai 10.141 del 2025, con un incremento indicato nel 238%.
A crescere sono state in particolare le strutture di riferimento dell’Ente: la Casa del Parco di Fum Bitz, il Museo Naturalistico di Carcoforo e la Casa del Giardino delle Grotte di Ara. Nel 2025 Fum Bitz ha superato i 4.700 visitatori, mentre la Casa del Giardino di Ara, dopo il forte incremento registrato nel 2024, ha confermato il proprio ruolo di polo attrattivo e divulgativo.
Dal 2021 al 2025: un cambio di passo
Il confronto con il 2021 aiuta a comprendere l’evoluzione.
Nella relazione annuale 2021, l’Ente segnalava come le attività fossero ancora condizionate dalla pandemia da Covid-19. Nonostante questo, la Casa del Parco e il Giardino botanico di Fum Bitz avevano registrato circa 3 mila visitatori, mentre il Museo Naturalistico di Carcoforo, aperto nei fine settimana tra fine luglio e agosto, aveva accolto 161 persone in 9 giornate di apertura.
Nel 2025 il sistema appare più strutturato, con una crescita della partecipazione e un rafforzamento delle attività divulgative e turistiche.
Educazione ambientale sempre più strutturata
Un altro elemento centrale riguarda l’educazione ambientale.
Nel 2021 erano già presenti collaborazioni con scuole, istituti superiori, università e realtà formative del territorio. Tra le attività citate nella relazione figuravano progetti di alternanza scuola-lavoro, iniziative al Giardino botanico di Fum Bitz, collaborazioni con gli istituti Ferrari di Borgosesia e D’Adda di Varallo, con Formont e con l’Università del Piemonte Orientale.
Nel quinquennio successivo l’offerta si è ampliata, arrivando a percorsi tematici dedicati alle scuole, laboratori botanici, incontri divulgativi e progetti formativi. Nel solo ultimo anno vengono segnalati più di 600 studenti coinvolti.
Il ruolo delle Guide ufficiali
Le Guide ufficiali del Parco rappresentano uno dei passaggi più importanti di questo percorso.
L’albo delle Guide ufficiali era stato istituito nel 2021, con 10 guide selezionate e un primo cartellone di escursioni proposto nell’autunno dello stesso anno.
Negli anni successivi il loro ruolo si è consolidato: l’analisi parla di 25 escursioni nel 2023 e di circa 30 escursioni nel 2024 e nel 2025. Un’attività che ha contribuito a rendere più accessibile la conoscenza del territorio e a promuovere una fruizione sostenibile delle aree protette.
Tutela, monitoraggi e gestione ordinaria
Accanto alla crescita della fruizione, restano centrali le attività di tutela e gestione.
La relazione 2025 indica che l’Ente gestisce i Parchi naturali Alta Valsesia e Alta Val Strona e Monte Fenera, oltre a diversi siti Natura 2000, tra cui Monte Fenera, Val Mastallone, Laghetto di Sant’Agostino, Alta Valsesia, Campello Monti e Alta Val Strona-Val Segnara.
Sempre nel 2025 sono state registrate 280 giornate di vigilanza esclusiva, con 6 sanzioni amministrative per un ammontare di 676 euro e nessuna notizia di reato. L’Ente ha inoltre gestito 113 istanze autorizzative e valutative, tutte evase, tra procedure di valutazione di incidenza, autorizzazioni al sorvolo, pareri urbanistico-edilizi, autorizzazioni al transito e richieste di accesso alle grotte.
Criticità: personale e risorse
Accanto ai dati positivi, vengono evidenziate anche alcune criticità.
La relazione 2025 segnala, tra le difficoltà nell’evasione delle richieste autorizzative e valutative, la scarsità di personale, la scarsa conoscenza delle procedure da parte dei proponenti e una normativa in evoluzione.
Anche il comunicato delle associazioni ambientaliste sottolinea la dotazione insufficiente di personale tecnico, di vigilanza e addetto alla manutenzione di sentieri e strutture, insieme alla progressiva riduzione dei finanziamenti regionali per la gestione ordinaria.
Progetti e collaborazioni
Nel percorso di crescita delle Aree Protette rientrano anche progetti e collaborazioni.
Tra le iniziative ricordate figurano la Conferenza Europea dei Geoparchi, il riallestimento della Casa del Parco di Alagna nel 2024 grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, il Festival del Parco nell’ambito del programma NextGenerationYou, le collaborazioni con Compagnia di San Paolo e con il Museo Archeologico di Borgosesia.
Un quadro che mostra come la valorizzazione del territorio passi sempre più attraverso reti, partnership e attività capaci di unire tutela, cultura, turismo sostenibile e divulgazione.
Un patrimonio da leggere con attenzione
L’analisi delle relazioni annuali restituisce quindi l’immagine di un Ente che, pur tra difficoltà organizzative e carenza di risorse, ha visto crescere il proprio ruolo sul territorio.
I dati mostrano un aumento della fruizione, una maggiore strutturazione della didattica ambientale, il consolidamento delle Guide ufficiali e il mantenimento delle attività di monitoraggio e tutela.
Per le associazioni firmatarie, le relazioni annuali dovrebbero essere rilette con maggiore attenzione da chi le ha approvate e dai rappresentanti del territorio nella Comunità delle Aree Protette, organo consultivo chiamato a verificare e proporre indirizzi sull’attività dell’Ente.











