È ormai il dodicesimo giorno di incendio sul Monte Barone, dove le fiamme sono divampate lunedì 3 agosto e da allora continuano a impegnare senza sosta Vigili del Fuoco e volontari AIB. Oggi, venerdì 14 agosto, l'attenzione resta concentrata sui numerosi focolai ancora attivi, mentre le squadre procedono cercando di affrontare il rogo un'area alla volta.
Tra le zone maggiormente osservate c'è quella compresa tra l'area sopra Le Piane e Postua. Il fronte dell'incendio appare in riduzione, ma sotto il terreno restano punti caldi che devono essere individuati e spenti per evitare nuove riprese.
Questa mattina sono al lavoro due Canadair e un elicottero, mentre sul terreno operano le squadre AIB di Biella e Torino che in tutto contano 37 volontari e i Vigili del Fuoco. La strategia è quella di intervenire progressivamente sulle diverse porzioni ancora interessate dal fuoco, mantenendo sotto controllo le aree già bonificate.
Resta inoltre l'incognita del rifugio Monte Barone. La struttura, come si vede nella foto di Claudio Nicola, almeno dall'esterno, sembra essere stata risparmiata dalle fiamme, ma non è ancora possibile stabilire con certezza se il fuoco sia penetrato all'interno dell'edificio.
Danni importanti anche per il rifugio La Ciota, che, secondo quanto riferito dai gestori sui social, "miracolosamente si è salvato". Il rogo ha però danneggiato la tubazione dell'acqua e altre attrezzature considerate fondamentali per la gestione della struttura. La Ciota resterà chiusa per un periodo che potrebbe arrivare a circa due mesi, necessario per effettuare i lavori di ripristino. "Lo sforzo sarà enorme ma ce la faremo, sempre che il fuoco non si riprenda", hanno scritto i gestori, che hanno voluto ringraziare le tante persone che si sono interessate alla situazione e si sono offerte di dare una mano. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai volontari AIB e ai Vigili del Fuoco, impegnati ormai da undici giorni nel contrasto a un incendio che ha interessato una vastissima area del territorio.
La situazione, dunque, non può ancora dirsi definitivamente risolta. I focolai rimasti e l'assenza di pioggia continuano a rappresentare gli elementi di maggiore preoccupazione: l'obiettivo di queste ore è spegnere progressivamente ciò che ancora brucia e mettere definitivamente in sicurezza il Monte Barone.











