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ATTUALITÀ | 27 agosto 2026, 18:30

Rifugio Monte Barone, il primo sopralluogo dopo l’incendio FOTO

I gestori del rifugio: "La montagna è ferita, ma non è finita. E alla rinascita vogliamo credere".

Rifugio Monte Barone, il primo sopralluogo dopo l’incendio - Foto pagina Facebook RIfugio Monte Barone

Rifugio Monte Barone, il primo sopralluogo dopo l’incendio - Foto pagina Facebook RIfugio Monte Barone

A venti giorni dall’evacuazione, i gestori del Rifugio Monte Barone sono tornati alla struttura per un primo sopralluogo dopo l’incendio che ha interessato la zona.

La salita è avvenuta il 26 agosto, in deroga alle ordinanze che vietano tuttora l’accesso all’area colpita dal fuoco. Mara Viganò e Paolo Montini sono stati accompagnati dai volontari del Soccorso Alpino di Coggiola e dalla squadra di manutenzione sentieri del CAI Valsessera, il cui supporto ha permesso di effettuare il sopralluogo.

La situazione, raccontano sui social, resta complessa: sui sentieri di accesso sono ancora presenti focolai fra le radici degli alberi, mentre grossi tronchi caduti impediscono in alcuni punti il passaggio. Il terreno presenta tratti che cedono sotto i piedi, insieme a massi e pietre instabili e porzioni di sentiero completamente crollate. Anche la ricerca di percorsi alternativi al momento non è semplice né sicura.

Intorno, il paesaggio appare profondamente cambiato, quasi lunare e ancora pervaso dall’odore acre del terreno bruciato.

Le fiamme hanno raggiunto anche la parte posteriore del rifugio, in prossimità del tetto, che in quel punto si trova praticamente a contatto con il terreno. Il fuoco non è però penetrato nei locali tecnici, dove la presenza della legnaia, di combustibili e delle bombole del gas avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi.

I danni, tuttavia, ci sono... le condutture dell’acqua e quelle degli scarichi sono state distrutte e dovranno essere completamente sostituite. L’attività del Rifugio Monte Barone non potrà quindi riprendere fino al ripristino della rete sentieristica e degli impianti necessari a rendere nuovamente funzionale la struttura.

Durante il sopralluogo, tra la terra bruciata, i gestori hanno osservato anche alcune insolite macchie color salmone. Potrebbero appartenere a Pyronema omphalodes, un fungo pirofilo che compare sui terreni interessati dal fuoco e contribuisce ai primi processi di decomposizione del materiale carbonizzato.

Un piccolo segnale che potrebbe rappresentare una delle prime tracce di rinascita biologica dopo l’incendio.

"La montagna è ferita, ma non è finita. E alla rinascita vogliamo credere".

Rifugio Monte Barone, G. Ch.

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