Conoscere e misurare le potenzialità dei territori, mettere a sistema esperienze e competenze e costruire una strategia capace di coniugare tutela ambientale, qualità della vita e sviluppo economico sostenibile.
È il percorso avviato con gli Stati Generali dei Territori MAB UNESCO del Piemonte, promossi dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e dalla Fondazione Agrion, in collaborazione con le Riserve della Biosfera MAB UNESCO Monviso, CollinaPo e Ticino Val Grande Verbano.
L’appuntamento ha rappresentato l’inizio di un lavoro condiviso per collegare le esperienze maturate nelle diverse realtà, analizzarne potenzialità e criticità e definire un metodo che possa fare del Piemonte un progetto pilota nazionale.
Circa il 30% del territorio piemontese ricade nelle aree MAB UNESCO. Un patrimonio di grande rilevanza ambientale e culturale, sul quale sperimentare politiche integrate di sviluppo.
A rappresentare la Regione Piemonte erano presenti il presidente Alberto Cirio e gli assessori Marina Chiarelli, Paolo Bongioanni e Marco Gallo. Hanno partecipato anche il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il sindaco di Stresa Luca Gemelli e il vicepresidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Claudio Ricci.
Per la Fondazione Agrion è intervenuto il presidente Giacomo Ballari. Le Riserve della Biosfera erano rappresentate da Marco Dastrù, presidente del MAB Monviso; Francesco Tresso, presidente del MAB CollinaPo; Alessandro Boriani e Alessandro Marchese, rispettivamente presidente e vicepresidente del MAB Ticino Val Grande Verbano.
UNA RETE REGIONALE PER I TERRITORI MAB
La prospettiva emersa dagli Stati Generali parte dalla missione del programma Man and the Biosphere dell’UNESCO: trasformare le Riserve della Biosfera in territori nei quali sperimentare nuovi modelli di relazione tra uomo e natura, unendo conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile e crescita delle comunità.
Il Piemonte punta ora a riunire le esperienze dei territori MAB in una rete regionale, fondata sulla conoscenza delle caratteristiche, delle risorse e delle criticità di ciascuna area. Ricerca, innovazione e analisi dei dati diventano strumenti per orientare le scelte e tradurle in interventi concreti.
Biodiversità, acqua, paesaggio, agricoltura, cultura, turismo ed economia vengono così considerati parti di una visione comune, costruita sulle specificità e sulle esigenze delle comunità locali.
IL PIEMONTE COME LABORATORIO NAZIONALE
La presenza delle Riserve della Biosfera su una porzione così ampia del territorio regionale offre al Piemonte la possibilità di sperimentare un nuovo modello di programmazione.
La proposta è creare una rete di laboratori a cielo aperto, nei quali applicare criteri comuni di analisi, individuare priorità, adottare soluzioni innovative e valutarne gli effetti. Il percorso coinvolgerà istituzioni, università, centri di ricerca, imprese, mondo agricolo e comunità locali.
L’ambizione è fare del Piemonte un punto di riferimento nazionale, utilizzando il riconoscimento UNESCO come strumento di tutela, programmazione e sviluppo.
TRE TAVOLI DI LAVORO
La mattinata ha messo a confronto le esperienze maturate nei territori MAB del Monviso, di CollinaPo e del Ticino Val Grande Verbano. Gli incontri hanno approfondito il rapporto tra ambiente, cultura e attività economiche, con particolare attenzione ad acqua, biodiversità, paesaggio e capitale naturale.
Nel pomeriggio si sono svolti tre tavoli paralleli. “Territori produttivi” ha affrontato il ruolo dell’agricoltura, delle produzioni identitarie e delle nuove economie locali. “Territori da vivere” si è concentrato sul turismo esperienziale, sulla cultura e sul paesaggio. “Territori resilienti” ha approfondito biodiversità, innovazione e governance.
I risultati sono stati presentati in plenaria per individuare priorità e linee di lavoro comuni. Dall’incontro è emersa la volontà di trasformare gli Stati Generali nell’avvio di un percorso stabile, capace di tradurre i principi del programma MAB UNESCO in progetti e azioni.
La giornata si è conclusa con una visita esperienziale ai Giardini Botanici di Villa Taranto, raggiunti in piroscafo, per riportare sul territorio, attraverso il paesaggio e il patrimonio naturale del Lago Maggiore, i temi affrontati durante i lavori.
LE DICHIARAZIONI
«Gli Stati Generali di Stresa segnano l’avvio di un progetto che la Regione Piemonte costruisce insieme alle realtà MAB UNESCO, con l’ambizione di aprirlo progressivamente a una dimensione nazionale – dichiarano il presidente Alberto Cirio e gli assessori Marina Chiarelli, Marco Gallo e Paolo Bongioanni –. Fare rete tra i Comuni significa rafforzare la capacità di programmare, attrarre opportunità e trasformare il riconoscimento UNESCO in una leva concreta di crescita. Cultura, biodiversità, agricoltura, turismo e montagna diventano così parti di una politica di sviluppo che parte dalle specificità locali e le mette in relazione».
«Le grandi trasformazioni diventano concrete proprio nei territori, dove sostenibilità, cultura, agricoltura, turismo e sviluppo si traducono in scelte, progetti, lavoro e qualità della vita – sottolinea il ministro Paolo Zangrillo –. Il Piemonte ha una grande opportunità: fare dei territori MAB UNESCO veri e propri laboratori del futuro, nei quali tutela, crescita e benessere delle persone possano procedere nella stessa direzione».
Il sindaco di Stresa, Luca Gemelli, evidenzia la rilevanza dell’iniziativa per una città compresa nella Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano: «Il tema di come coniugare sviluppo e tutela del paesaggio e della biodiversità è di assoluta importanza per Stresa e per tutto il Verbano».
Per il presidente della Fondazione Agrion, Giacomo Ballari, «il riconoscimento di questi territori rappresenta un punto di partenza importante, ma non può costituire un traguardo. È necessario tradurlo in un percorso concreto, capace di garantire nel tempo uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale». In questa prospettiva, ricerca applicata e innovazione assumono un ruolo strategico per conoscere i territori, comprenderne le dinamiche e sviluppare strumenti efficaci di pianificazione.
Claudio Ricci, vicepresidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, richiama il valore educativo del programma Uomo e Biosfera e il ruolo delle Riserve come ambiti privilegiati di sviluppo sostenibile. Tra le priorità indica la definizione di indicatori per valutare i risultati dei Piani di Gestione e d’Azione e il sostegno alle attività dei soggetti gestori.
«Occasioni come questa hanno un valore che va ben oltre la singola giornata di confronto – afferma Marco Dastrù, presidente della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Monviso –. Ci consentono di consolidare relazioni già esistenti e di costruirne di nuove. I tavoli di lavoro hanno permesso di mettere a confronto esperienze, problematiche e buone pratiche che potranno tradursi in indicazioni concrete per le singole Riserve e per l’intera rete piemontese».
Secondo Francesco Tresso, presidente della Riserva della Biosfera MAB UNESCO CollinaPo, gli Stati Generali costituiscono «un’importante occasione per dare visibilità alla ricchezza dei nostri territori e rafforzare il dialogo e la collaborazione tra le Riserve della Biosfera». Il Protocollo che unisce le realtà dell’asta fluviale del Po rappresenta uno strumento operativo per condividere competenze, progettualità e opportunità, superando i confini amministrativi.
Alessandro Boriani e Alessandro Marchese, presidente e vicepresidente della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Ticino Val Grande Verbano, ricordano la natura interregionale dell’area, ponte ecologico e culturale tra Piemonte e Lombardia: «Gestire e valorizzare un territorio interregionale ci insegna che la natura e le comunità non conoscono confini amministrativi e che le risposte alle sfide di oggi devono essere necessariamente sinergiche. Questi Stati Generali rappresentano la piattaforma ideale per trasformare le ambizioni in azioni concrete».













