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Ultim'ora | 17 settembre 2026, 13:07

Pedopornografia, indagine sotto copertura: sequestrati oltre 22mila video e 34mila immagini

Pedopornografia, indagine sotto copertura: sequestrati oltre 22mila video e 34mila immagini

(Adnkronos) - Circa 282,9 gigabyte di materiale pedopornografico, con oltre 22 mila video e 34 mila immagini. E quanto è stato sequestrato, solo nel corso delle indagini sotto copertura, nell’ambito dell’operazione ‘Fly Trap’ avviata nel 2024 dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, che ha portato a 17 arresti, di cui 10 in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico.  

Le indagini sono state avviate dagli specialisti della polizia postale a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ‘New

Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico. Le attività effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, hanno permesso di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura. 

Grazie alle indagini, protrattasi incessantemente dal 2024 al 2025 con la collaborazione dell’Agenzia statunitense Hsi e in raccordo con l’autorità giudiziaria, personale specializzato del Cncpo è riuscito a creare nel tempo un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da ‘co-amministratore’ all’interno dei diversi gruppi di pedopornografia, spesso creati in diverse versioni, dopo la chiusura, con nomi fantasiosi per assicurarne l’anonimato e la riconoscibilità dai soli partecipanti (New Saga-La Zanzara 2, con le versioni 3 e 4 - renew). Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine sono stati utilizzati dagli amministratori ‘canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato ‘La Sala dei Re’, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare. 

Le indagini hanno documentato in maniera dettagliata l’esistenza di un’articolata organizzazione composta da diversi amministratori con compiti di gestione e promozione dei diversi gruppi creati per la diffusione del materiale pedopornografico, di predisposizione dei servizi connessi per assicurare l’anonimato e per criptarne il contenuto, tra questi quelli di cloud e di server virtuali, di moderazione dei contenuti, di creazione di bot, programmi automatizzati capaci di gestire i numerosi utenti, per garantire la continuità della comunità anche in caso di chiusura dei gruppi o perdita degli account. L’attività operativa ha permesso di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre 1.009

partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia. I membri ricevevano supporto diretto e costante dagli organizzatori anche con la condivisione di risorse informatiche necessarie per assicurare l’anonimato e custodire il materiale illecito diffuso, anche in forma criptata, per evitarne la perdita. 

Le indagini, mediante l’utilizzo di elevate ed innovative tecniche di de-anonimizzazione, hanno permesso di identificare i soggetti coinvolti ed acquisire elementi indiziari a fondamento della richiesta della Procura di Roma delle 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Roma, di cui una sostituita con quella degli arresti domiciliari per lo stato di salute dell’indagato, eseguite due giorni fa nei confronti di 3 amministratori italiani, residenti nella provincia di Napoli, Barletta e Verona e di un cittadino svizzero, come organizzatori/promotori e nei confronti di 2 soggetti, residenti nella provincia di Messina e di Genova, come partecipi, per aver condiviso e detenuto in un archivio informatico una ingente quantità di materiale pedopornografico.  

I 22 utenti italiani, di cui 10 attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale ed informatica. Le operazioni, nella stessa giornata, si sono concluse con l’arresto in flagranza di reato di 10 soggetti perché trovati in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, protetto in cartelle anche crittografate per impedirne il ritrovamento, ancora in corso di quantificazione. Tra gli arresti in flagranza figurano 6 soggetti residenti nelle Province di Torino Milano e Padova, uno rispettivamente della Provincia di Fermo, Cagliari, Palermo, e Treviso, di cui pochi con precedenti specifici ed altri insospettabili autori. 

 

 

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