Domenica 13 settembre si è conclusa alla Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo la mostra fotografica “L’istante per sempre” di Marco Roncaglia.
L’esposizione ha lasciato un segno positivo tra i visitatori, come testimoniano i commenti raccolti nel quaderno delle firme, insieme agli scatti realizzati negli spazi di Palazzo Racchetti, capaci di raccontarne scorci e atmosfere.
Palazzo Racchetti anche set della rievocazione storica
Nella stessa giornata Palazzo Racchetti, un tempo sede del Municipio di Varallo, ha ospitato anche alcune scene della Rievocazione Storica dedicata alla visita della Regina Margherita di Savoia in Valsesia.
Lo spettacolo itinerante, ambientato nei luoghi più caratteristici del borgo, sarà replicato domenica 19 settembre.
La famiglia Roncaglia e una lunga tradizione artistica
Marco Roncaglia, maestro di coro, musicista e fotografo, appartiene a una famiglia con una forte tradizione artistica.
Il nonno Guglielmo era acquerellista, lo zio Bruno pittore a olio, mentre Luigi Roncaglia, fratello di Guglielmo, era conosciuto come il “pittore delle risaie”.
In occasione della mostra erano stati esposti anche un acquerello di Guglielmo e un olio di Bruno, entrambi dedicati alle antiche case affacciate sul Mastallone, oltre a un altro acquerello autunnale di Guglielmo già di proprietà della Biblioteca.
Paolo Garlanda dona un acquerello di Bruno Roncaglia
Uno dei risultati più significativi della mostra è stata la donazione alla Biblioteca di un acquerello di Bruno Roncaglia da parte di Paolo Garlanda, storico volontario della struttura.
L’opera, un paesaggio montano, è stata riconosciuta come un lavoro giovanile dell’artista, realizzato in una fase in cui Bruno stava ancora cercando il linguaggio pittorico a lui più congeniale.
L’appello della Biblioteca a chi possiede opere dei Roncaglia
La Biblioteca intende ora ampliare ulteriormente il catalogo dedicato alla famiglia Roncaglia.
Per questo è stato rivolto un appello a chi possiede quadri o opere dei pittori Roncaglia: l’invito è a segnalarli e, se possibile, a fotografarli e trasmetterne l’immagine, così da contribuire alla ricostruzione e alla valorizzazione del patrimonio artistico familiare.
La chiusura della mostra diventa così anche l’inizio di un nuovo percorso di ricerca, memoria e valorizzazione dell’arte locale.













