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ATTUALITÀ | 28 settembre 2026, 07:40

Greenwashing, nuove regole: stretta sulle dichiarazioni ambientali

Codacons: "Chi usa la sostenibilità per orientare gli acquisti deve provare il beneficio promesso"

Greenwashing, nuove regole: stretta sulle dichiarazioni ambientali

Greenwashing, nuove regole: stretta sulle dichiarazioni ambientali

Dal 27 settembre si applicano le disposizioni contro il greenwashing introdotte dal decreto legislativo 30/2026, che ha recepito la direttiva europea 2024/825 e modificato il Codice del consumo. Il Codacons richiama l’attenzione sulle nuove tutele per chi acquista prodotti presentati come sostenibili.

La disciplina vieta le dichiarazioni ambientali generiche, come «green» o «ecologico», quando l’impresa non è in grado di dimostrare l’eccellenza delle prestazioni a cui si riferiscono. Le etichette di sostenibilità devono basarsi su un sistema di certificazione o essere stabilite da un’autorità pubblica. Non è inoltre consentito attribuire all’intero prodotto, o all’attività complessiva di un’impresa, qualità che riguardano soltanto una parte del prodotto o uno specifico aspetto dell’attività.

Sono vietate anche le affermazioni secondo cui un prodotto ha un impatto neutro, ridotto o positivo in termini di emissioni di gas serra, se fondate sulla compensazione delle emissioni. Le promesse sulle prestazioni ambientali future devono invece essere sostenute da impegni verificabili e da un piano realistico, con obiettivi misurabili e scadenze precise, sottoposto a controlli periodici da parte di un soggetto indipendente.

Il Codacons richiama i risultati di uno studio della Commissione europea del 2020 su 150 dichiarazioni ambientali: il 53,3% di quelle esaminate risultava vago, fuorviante o infondato; il 40% non era comprovato da prove adeguate.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato può accertare e vietare le pratiche commerciali scorrette. Il Codice del consumo prevede sanzioni da 5.000 a 10 milioni di euro, commisurate anche alla gravità e alla durata della violazione e alle condizioni economiche del professionista. I cittadini possono segnalare all’AGCM pubblicità e condotte ritenute ingannevoli, allegando gli elementi utili a identificarle.

«Se un’impresa usa la sostenibilità per orientare la scelta del consumatore, soprattutto quando il prodotto costa di più, deve provare concretamente il beneficio che promette», afferma Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons. «Ora servono controlli efficaci e soprattutto trasparenza: il consumatore non può essere indotto a pagare di più sulla base di promesse ambientali prive di riscontri reali».

C.S., G. Ch.

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