Una serata tra teatro, musica e spiritualità francescana si è svolta sabato 10 ottobre 2026 nella Basilica dell’Assunta al Sacro Monte di Varallo, con uno spettacolo dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi.
L’iniziativa è stata organizzata da Isa Patrosso, presidente della Sunrise APS Musica & Cultura, in collaborazione con il Comune di Varallo, il rettore della Basilica del Sacro Monte don Angelo Porzio e l’Ente di gestione dei Sacri Monti. La proposta rientra nei dodici racconti francescani ideati dalla Borgatta’s Factory per l’anno francescano e dedicati agli episodi più significativi della vita del Santo.
Un racconto teatralizzato tra parole e musica
A guidare il pubblico sono state le voci narranti di Alberto Borgatta e Fabio Otta, con Silvano Borgatta al pianoforte. La regia tecnica è stata affidata a Luca Borgatta e Stefania Tasca, che ha anche interpretato il brano finale dello spettacolo.
L’introduzione è stata affidata al prevosto di Varallo don Roberto Collarini, che ha richiamato la complessità della figura di Francesco, capace di lasciare un segno profondo nella storia della Chiesa e dell’Occidente.
Al centro la “Legenda Maior” di San Bonaventura
Il racconto proposto durante la serata si è ispirato alla “Legenda Maior”, la biografia ufficiale di San Francesco scritta da San Bonaventura da Bagnoregio e approvata nel 1263.
Il testo nacque per offrire una narrazione unitaria della figura del fondatore dei Frati Minori e divenne in seguito anche una delle principali fonti letterarie per il celebre ciclo di affreschi dedicato a San Francesco nella Basilica superiore di Assisi.
La costruzione della memoria del Santo
Uno degli aspetti centrali dello spettacolo è stato il modo in cui, nel Duecento, venne costruita e trasmessa la memoria di Francesco.
Il racconto ha restituito l’immagine di un Santo profondamente legato al creato e alla dimensione spirituale, capace di dialogare simbolicamente con gli elementi della natura e di proporre un messaggio fondato sulla pace e sul distacco da ciò che può essere perduto.
A otto secoli di distanza, la figura di San Francesco continua così a essere riletta attraverso linguaggi diversi, in questo caso unendo narrazione teatrale, musica e il contesto particolarmente significativo del Sacro Monte di Varallo.













