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Gattinara e dintorni | 16 ottobre 2026, 09:43

Lozzolo, weekend con “Lo Pan Ner”: pizze, Pan Metà e caccia al sasso

Lozzolo, weekend con “Lo Pan Ner”: pizze, Pan Metà e caccia al sasso

Lozzolo, weekend con “Lo Pan Ner”: pizze, Pan Metà e caccia al sasso

Il forno comunale di Fondo Villa a Lozzolo tornerà protagonista nel fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026 in occasione dell’11ª Festa transfrontaliera “Lo Pan Ner – I pani delle Alpi”.

La manifestazione unirà la tradizione del forno comune, la preparazione del Pan Metà e alcune iniziative rivolte a famiglie e visitatori.

Sabato sera pizze da asporto

Il programma prenderà il via sabato 17 ottobre dalle 18.45 alle 20, quando nel forno comune saranno cotte le pizze da asporto.

La giornata principale sarà però quella di domenica 18 ottobre, con la preparazione del pane a partire dalle 8 e la distribuzione del Pan Metà dalle 11 alle 13.

Il Pan Metà, chiamato anche “micun”, è preparato con farina di segale e mais e ha ottenuto il riconoscimento del marchio De.Co.

Nel pomeriggio la “Caccia al sasso”

Alle 15 partirà la “Caccia al sasso”, iniziativa curata dall’ASD Lozzolo e aperta a tutti.

Lungo le vie storiche del borgo saranno nascosti numerosi sassi dipinti. Chi riuscirà a trovare la coccinella dorata riceverà un premio speciale.

Per informazioni è possibile consultare le pagine social Lozzolo, ASD Lozzolo e Loxolensis.

Una tradizione che affonda le radici nel Quattrocento

Il forno di Fondo Villa rimase in funzione fino alla metà del Novecento e rappresentò per secoli un punto centrale nella vita della comunità.

Le prime notizie relative a un forno a Lozzolo risalgono al 1463, quando una struttura si trovava di fronte alla chiesa parrocchiale di San Giorgio.

Nel 1717, secondo la ricostruzione storica proposta, la popolazione decise di costruire un secondo forno per sottrarsi alla tassa del “fornatico”, entrando in contrasto con i Signori del Castello. Nel 1734 i Conti cedettero definitivamente il forno alla comunità.

Il ruolo del “furnè”

Una volta diventato comunitario, il forno veniva affidato in gestione attraverso un sistema di incanto.

La figura incaricata era il “furnè”, che si occupava di ritirare gli impasti preparati dalle famiglie e di procedere alla cottura nel forno a legna.

L’impasto veniva preparato nelle case con farina di mais, segale, acqua salata e una piccola quantità di pasta fermentata chiamata “chesent”, tramandata di famiglia in famiglia.

I pani più grandi e rotondi erano chiamati “micun”, mentre quelli più piccoli prendevano il nome di “brusaro” o “brusaroi”.

Accanto al pane tradizionale veniva preparata anche una variante con uva passita, destinata in particolare alla merenda dei bambini o alle occasioni speciali.

Redazione J.B.

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