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Varallo-Civiasco | 04 novembre 2026, 10:10

Varallo, pellegrinaggio nei luoghi di San Francesco tra Toscana e Umbria

Varallo, pellegrinaggio nei luoghi di San Francesco tra Toscana e Umbria

Varallo, pellegrinaggio nei luoghi di San Francesco tra Toscana e Umbria

Quattro giorni intensi tra Toscana e Umbria per le 40 persone che hanno preso parte al pellegrinaggio organizzato dalla Parrocchia di Varallo e dall’Associazione Imago Verbi, nell’ambito delle iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco.

Il viaggio ha toccato alcuni dei luoghi più significativi legati alla spiritualità francescana e alla storia religiosa e artistica italiana, con tappe al Santuario della Verna, Assisi, Roccaporena, Cascia, Monterchi e Arezzo.

Un viaggio organizzato dalla Parrocchia e da Imago Verbi

Il pellegrinaggio è stato organizzato da don Roberto Collarini, parroco di Varallo, e da Rosa Angela Canuto, presidente del Centro Libri Punto d’Incontro e dell’Associazione Imago Verbi, in collaborazione con l’agenzia varallese Walser Viaggi.

Ad accompagnare il gruppo nel percorso culturale e spirituale è stato anche il professor don Damiano Pomi, che ha guidato i partecipanti nella lettura dei luoghi visitati, soffermandosi sulla figura di San Francesco, su Santa Chiara, Santa Rita e su altri protagonisti della storia religiosa italiana.

Prima tappa al Santuario della Verna

Il viaggio è iniziato dal Santuario della Verna, nel Casentino, luogo legato alla figura di San Francesco e alle stigmate ricevute nel 1224.

Il gruppo ha visitato il Sasso Spicco, la Cappella delle Stigmate, la cappella delle reliquie di San Francesco e le opere in terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Durante la visita è stato sottolineato anche un possibile parallelismo tra la struttura del luogo e quella del Sacro Monte di Varallo.

Ad Assisi sulle tracce di Francesco e Chiara

Una parte importante del pellegrinaggio si è svolta ad Assisi, con la visita alla Basilica di San Francesco, alla Basilica di Santa Chiara, alla Cattedrale di San Rufino e al Santuario della Spogliazione.

Nella Basilica di San Francesco il gruppo ha potuto osservare i grandi cicli pittorici di Giotto, Cimabue, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, mentre nella Basilica di Santa Chiara sono stati visitati la cripta della Santa e il crocifisso legato alla tradizione di San Damiano.

Nel Santuario della Spogliazione è stata inoltre visitata la teca con le spoglie di San Carlo Acutis, canonizzato nel 2025 e sepolto ad Assisi per sua volontà.

L’Eremo delle Carceri e San Damiano

Nel pomeriggio il gruppo ha raggiunto l’Eremo delle Carceri, sul Monte Subasio, luogo scelto da San Francesco e dai suoi compagni per la vita eremitica.

Al tramonto è stato visitato anche il Santuario di San Damiano, dove secondo la tradizione Francesco udì il crocifisso rivolgergli l’invito a “riparare la casa del Signore” e dove Santa Chiara visse insieme alle prime Clarisse.

Roccaporena, Cascia e Santa Rita

Il giorno successivo il viaggio è proseguito verso Roccaporena, frazione di Cascia e luogo natale di Santa Rita.

Qui i partecipanti hanno visitato la casa natale della Santa e il santuario, prima di raggiungere Cascia, con la Basilica di Santa Rita, il monastero e i luoghi legati alla sua figura.

La giornata si è conclusa a Santa Maria degli Angeli, dove la basilica custodisce la Porziuncola e la Cappella del Transito, luogo nel quale San Francesco morì il 3 ottobre 1226.

Le ultime tappe a Monterchi e Arezzo

Sulla strada del ritorno il gruppo ha fatto tappa a Monterchi, dove è conservata la celebre Madonna del Parto di Piero della Francesca, e successivamente ad Arezzo.

Qui i partecipanti hanno potuto scegliere diversi itinerari tra la Basilica di San Francesco, con il ciclo della Vera Croce, la Basilica di San Domenico, il Duomo, Piazza Grande e la fortezza rinascimentale.

Un’esperienza tra spiritualità, arte e condivisione

Il viaggio si è concluso in un clima di condivisione, tra racconti, ricordi e momenti di convivialità durante il rientro in pullman.

Un pellegrinaggio che ha unito spiritualità, storia, arte e comunità, lasciando nei partecipanti il ricordo di un’esperienza intensa e arricchente.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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