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Varallo: È uscito il numero 100 de "l'impegno"

Varallo: È uscito il numero 100 de "l'impegno"

Con l’uscita del giugno 2018, “l’impegno”, rivista dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, raggiunge il significativo traguardo del numero 100, che taglia dopo trentasette anni durante i quali si è sempre mantenuta fedele al ruolo assegnatole dal fondatore Cino Moscatelli, quello di uno “spazio di pagine libere” in cui trovasse posto la divulgazione rigorosa e scientifica della storia da rendere accessibile al grande pubblico nella maniera più oggettiva possibile.

Il numero si apre con il ricordo di Aldo Sola, presidente onorario dell’Istituto, mancato nel mese di gennaio, all’età di 103 anni, di cui l’Istituto custodisce l’ingente patrimonio librario e una lunghissima videointervista nella quale fa dono del racconto della sua vita, preziosa testimonianza storica del Novecento.

Enrico Pagano ricostruisce le vicende che portarono alla pubblicazione de “Il Monte Rosa è sceso a Milano” di Pietro Secchia e Cino Moscatelli, basandosi sul materiale raccolto dallo stesso Moscatelli e conservato nel suo fondo archivistico e in particolare sulla corrispondenza intercorsa tra gli autori e tra questi e l’ambiente della casa editrice Einaudi degli anni cinquanta. Pone dunque l’accento sulla finalità ambiziosa degli autori di raccontare l’unitarietà di intenti di un movimento partigiano sì spontaneo e appassionato, ma anche militarmente organizzato e strutturato e porta alla luce la complessa genesi di una fonte imprescindibile per lo studio della Resistenza nell’alto Piemonte, sebbene caratterizzata da ricorrenti imprecisioni, approssimazioni e interpretazioni soggettive.

Giorgio Gaietta, presidente dell’Istituto, nel discorso pronunciato a Vercelli il 17 marzo 2018, in occasione del 157° anniversario dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, ricorda come questi valori e simboli, conseguiti pagando il prezzo di guerre combattute per ragioni storiche differenti e più o meno giustificabili, siano ormai divenuti parte del patrimonio comune europeo, in rappresentanza di un Paese che, grazie alla Costituzione democratica che si è dato, ha fondato sulla pace il rapporto con gli altri popoli, contribuendo fin dall’inizio, in modo determinante, alla nascita dell’Unione europea.

Donato D’Urso ripercorre le biografie e le carriere all’interno della pubblica amministrazione dei vercellesi Carlo Guala e Carlo Olivieri, prefetti del Regno, dagli anni ottanta dell’Ottocento all’inizio del Novecento il primo, di cui segue i molteplici trasferimenti in un’Italia postunitaria in cui la mobilità dei burocrati costituì un significativo fattore di unificazione, negli anni dieci e venti del Novecento il secondo, in un Paese attraversato da un’escalation di violenze, dal “biennio rosso” allo squadrismo fascista.

Alberto Magnani solleva il problema storiografico dell’Aeronautica nazionale repubblicana, forza aerea della Rsi, eccessivamente mitizzata per decenni e solo di recente indagata con criteri scientifici, prendendo in considerazione il ruolo che svolse nella protezione del Paese, nel caso specifico del Piemonte, dai bombardamenti degli Alleati, ridimensionando l’efficacia del suo intervento ed evidenziando la sua sostanziale subordinazione alla guida militare tedesca.

Piero Ambrosio aggiunge una puntata alla sua ricerca sui “sovversivi” vercellesi, biellesi e valsesiani emigrati segnalati nel Casellario politico centrale, concentrandosi sugli emigrati in altri paesi europei (eccetto Francia e Svizzera, oggetto dei saggi precedenti) e individuando 38 schedati (tra cui 22 biellesi, 12 vercellesi e 4 valsesiani), di 22 dei quali ricostruisce le biografie.

Seguono le relazioni presentate al convegno “Settant’anni fa: la Costituente. Storie e idee delle donne per la nuova Italia”, svoltosi a Fontanetto Po nel 2017 e organizzato dalla sezione Anpi Crescentino-Fontanetto Po-Lamporo e dal Comune di Fontanetto Po in collaborazione con l’Istituto. Lina Besate, Elisa Malvestito e Marta Nicolo si soffermano rispettivamente sul racconto della fatica delle mondine nelle risaie vercellesi e delle loro lotte per il miglioramento delle condizioni di lavoro; sul tema della partecipazione femminile alla vita politica declinato a livello locale, con l’indicazione dei primi risultati di una ricerca volta a individuare i ruoli amministrativi ricoperti dalle donne nella provincia di Vercelli; sull’analisi, attraverso la lente della storia di genere, del percorso femminile nelle istituzioni e nella società.

Mattia Pesce prosegue nella pubblicazione di una selezione dei testi relativi all’area vercellese, ricavati dalla lettura dei giornali “La Sesia” e “La Risaia” dall’ottobre 1917 all’aprile 1918 e realizzati nell’ambito del progetto promosso dall’Istituto nell’occasione del centenario della prima guerra mondiale. Si sofferma in particolare sulle questioni relative alla disfatta di Caporetto, alle difficoltà di approvvigionamento della carta, che si ripercuotono sulla stampa dei giornali, sottoposti a regole stringenti per limitarne il consumo, al fenomeno degli imboscati, alla visita degli americani a Vercelli in aiuto dei profughi veneti e friulani e ad altro ancora.

In conclusione un ricordo di Ivo Selene, amico dell’Istituto e prezioso custode della memoria della Resistenza, e la consueta rubrica di libri ricevuti.

c.s.

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