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EVENTI | venerdì 26 ottobre 2018, 11:15

Gaudete incontra Mozart

REQUIEM IN RE MINORE K 626 Per Soli, Coro e Orchestra CORO CANTORES MUNDI & ORCHESTRA con strumenti storici e diapason Hz 430

Gaudete incontra Mozart

La stagione del Festival internazionale di musica antica GAUDETE! è arrivata al suo momento culminante, dopo aver proposto una serie di concerti e di eventi che hanno coinvolto artisti di assoluta qualità ed un pubblico affezionato e sempre crescente.

La sinergia messa in atto tra l’Asssociazione Triacamusicale ed il Coro dei Cantores Mundi, estesa alla collaborazione delle associazioni Medea di San Benedetto del Tronto e Mousiké di Cairo Montenotte (SV) ha permesso di concepire e di realizzare un lavoro ed uno studio per rivisitare la più celebre opera sinfonico corale di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna,1791), il Requiem K 626, per Soli, Coro e Orchestra, secondo la più aggiornata prassi esecutiva, nel pieno rispetto delle sonorità antiche.

La cosiddetta prassi esecutiva è solo una basilare tappa per giungere alla conoscenza della musica del passato e gli strumenti originali, o le loro copie, non bastano a garantire una tra le tante “verità” del suono.

Affrontare la musica antica affidandosi solo agli strumenti antichi, a qualche “messa di voce” o a qualche abbellimento posticcio sarebbe quanto mai limitativo e rischierebbe di rendere parziale o equivoco il significato. E’ invece importante sentirsi su un percorso di ricerca che ci rende consapevoli della necessità di capire ancora molto. La “filologia ad ogni costo” è un valore quando sfrutta la conoscenza delle fonti per giungere a quella consapevolezza estetica che permette di affrontare il difficile lavoro di “decodificazione” del linguaggio. È un grosso limite invece quando si manifesta quale sterile nozionismo e si riduce alla passiva riproduzione di elementi pseudo storici, cercando di ricreare situazioni del passato di arida impostazione storeologica piuttosto che una viva, attuale ricerca basata sulla condivisione delle emozioni.

E’ infatti questo il punto fondamentale della musica antica, la massima verità possibile delle emozioni originali, ovvero quelle che il compositore viveva e voleva trasmettere: come pensavano, come ascoltavano, come vivevano le emozioni in musica? Per arrivare a questo è necessario un profondo lavoro di studio e analisi del rapporto fra musica, parola, retorica, semiologia e conseguente estesi del discorso. Il gusto del pubblico in un’interpretazione conta oggi esattamente come due o tre secoli fa. Nella musica barocca la condivisione emotiva si realizza attraverso una complessa trama di codici retorici che i musicisti devono ben conoscere e che il pubblico recepisce, anche inconsapevolmente, perché instillati gradualmente durante la storia; ragione per cui si rende indispensabile la più totale conoscenza dell’evoluzione dei fenomeni legati alla semiotica che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso, i “significati”. Ogni segno, ogni gesto nel musicista di ogni tempo era indice indicatore di un significato.

L’approccio interpretativo in Mozart deve tener conto che nella seconda metà del settecento inizia quel graduale processo che rende l’atto creativo sempre più generato dall’uomo stesso, piuttosto che da una razionale “dispositio” di elementi espressivi.

Ci si avvicina progressivamente alla più moderna interpretazione che lascia spazio a una corrispondenza più personale delle emozioni, divenendo queste ultime sempre più un prodotto dell’umano sentimento. È un passaggio storico affascinante, ma non bisogna incorrere nell’errore di non considerare quanto ancora siano essenziali e determinanti i gesti e i codici espressivi del passato; al pari di ciò che ha caratterizzato il passaggio tra epoche e stili contrastanti come il rinascimento e il barocco, una seconda prattica monteverdiana che ancora utilizza gli utensili e i segni della prima prattica per esprimere il nuovo gusto del sentire e vivere le emozioni di un testo. Così come avvenne ancora più a monte tra l’ultimo medioevo e le prime espressioni dell Umanesimo nell’arte della prima Rinascenza.

Sarà prova di tutto ciò la disponibilità di un’orchestra di professionisti, già in parte sperimentata lo scorso anno con il TE DEUM di M. A Charpentier, a collaborare con i CANTORES MUNDI, dopo un approfondito lavoro sulla vocalità e l’interpretazione che il dir. artistico Mara Colombo ha proposto ai cantori.

La prima esecuzione del Requiem di Mozart avrà luogo a Borgosesia nella chiesa parrocchiale, Collegiata dei S.S. Pietro e Paolo, il 1° novembre alle ore 21:00, e vedrà il debutto di un giovanissimo solista, il tenore Riccardo Rigo, cresciuto fra i Cantores sotto l’ala protettiva del maestro Mara Colombo, insieme a Fulvia Campora, soprano già noto per le sue qualità vocali. Nel ruolo del basso solista Roberto Brustia ed il controtenore italo greco Nikos Angelis, fondatore, insieme a Nazzareno Menzietti, dell’Ass. culturale Medea di S. Benedetto del Tronto con cui Gaudete! ha intessuto un rapporto di co-produzione per quello che sarà il momento più alto e significativo della stagione del Festival.

Dopo l’evento di Borgosesia, infatti, il 3 novembre, su espressa richiesta di Mons. Giovanni d’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno, nominato da Papa Francesco nel 2014, il Requiem verrà riproposto nella Cattedrale di Sant’Emidio in Ascoli Piceno, ricordando nel periodo liturgico della commemorazione dei defunti, le vittime di quella immane tragedia del terremoto che, il 24 agosto 2016, colpì 140 paesi tra Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo.

L’evento sarà ripreso dalla Rai con la quale Monsignor G. D’Ercole collabora da tempo con diverse trasmissioni di carattere religioso e sarà articolato attraverso immagini e testimonianze di quel momento drammatico che vide Monsignor d’Ercole prodigarsi in prima persona nell’imminenza del disastro e ancora oggi per non dimenticare.

Mozart ed il Requiem saranno ancora protagonisti il 9 novembre a Romagnano, nella parrocchia prepositurale dei SS. Annunziata e Silano Martire, alle ore 21:00, ed il giorno dopo, a Carcare (Savona), nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, in co-produzione con l’Ass. culturale Mousiké di Cairo Montenotte, rappresentata nelle file dell’orchestra da Roberta Pregliasco e Federico Demarchi, presiosi collaboratori del Festival Gaudete! da diverse stagioni.

c.s.

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