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ATTUALITÀ | 08 gennaio 2021, 09:24

Lega abolizione caccia Piemonte: "Ingiustificato allarmismo riguardo la presenza di lupi nel Biellese"

E ancora: "L’obiettivo evidente, da parte di chi crea allarmismo, è quello di poter tornare a sparare a questo splendido animale, colpevole solamente di essere un predatore concorrente dei cacciatori"

Lega abolizione caccia Piemonte: "Ingiustificato allarmismo riguardo la presenza di lupi nel Biellese"

Ingiustificato allarmismo riguardo la presenza di lupi nel vicino Biellese. È quanto dichiarato dalla Lega abolizione caccia del Piemonte in una nota stampa, in merito alla notizia sull'avvistamento di lupi a Graglia: "Le immagini di una fotocamera sopra Graglia che hanno immortalato 4 esemplari di lupo - scrivono - sono state il pretesto per riattivare una campagna allarmistica da parte dei rappresentanti del mondo venatorio più arretrato nei confronti di una specie selvatica che sta tornando a popolare i territori dai quali le persecuzioni umane l’avevano cancellata. Gli studi scientifici riportati anche da LIFE Wolf Alps negano innanzitutto che i lupi possano aumentare in modo esponenziale". Anche in Valsesia sono stati diversi gli avvistamenti segnalati negli ultimi mesi.

Sul sito menzionato da Lanc, Life Wolf Alps appunto, sono diversi gli articoli in cui vengono "denunciate" fake news e riportati fatti o curiosità sul mondo del lupo: “La natura - si legge in un post - è fatta troppo bene per permettere una cosa simile (cioè che il numero di lupi cresca in modo esponenziale a scala locale, ndr). Il lupo è un superpredatore che occupa il vertice della catena alimentare: se i lupi diventassero troppo numerosi finirebbero per ridurre eccessivamente il numero delle prede a disposizione, minacciando le stesse basi della propria sussistenza.
I lupi sono organizzati in branchi, ovvero famiglie composte dai genitori (il maschio e la femmina dominanti) e dai cuccioli. Insieme occupano un territorio esclusivo molto vasto (sulle Alpi in media circa 200 kmq) che difendono dall’intrusione di altri lupi. Se non ci fossero gli umani, i lupi si auto-limiterebbero uccidendosi a vicenda, come succede per esempio regolarmente nel Nord America, dove la pressione antropica è minore. Una delle reazioni più frequenti nelle zone di ricolonizzazione recente del lupo è la paura: di essere aggrediti, di non poter più girare nei boschi in tranquillità, di non poter più lasciare i bambini da soli a prendere l’autobus perché saranno aggrediti dai lupi affamati. In Europa il lupo non è considerato una specie pericolosa per l’uomo, anzi il lupo tendenzialmente cerca di evitarlo".

Prosegue la Lega abolizione caccia in Piemonte: "Ringraziamo Wofl Alps che in questi mesi sta monitorando la presenza dei lupi sull’arco alpino e per l’opera di corretta informazione sul lupo smascherando le fake news messe in circolo da chi al lupo vorrebbe sparare. Non esistono casi di aggressioni da parte del lupo nei confronti della specie umana, mentre sono ogni anno decine le morti umane e migliaia i feriti causati dai fucili dei cacciatori. Sono circa una ventina i morti ogni anno causati dai bovini. È più pericoloso attraversare una strada che incontrare un lupo in natura! La convivenza del lupo con la specie umana è assolutamente possibile. Le greggi e gli altri animali domestici, se adeguatamente sorvegliati e accuditi, possono facilmente essere difesi dalla predazione dei lupi. L’obiettivo evidente, da parte di chi crea allarmismo, è quello di poter tornare a sparare a questo splendido animale, colpevole solamente di essere un predatore concorrente dei cacciatori".

Redazione bi.me.

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