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ATTUALITÀ | 18 aprile 2026, 15:30

Unito e Politecnico atenei da 30 e lode: promossi per qualità e produttività della ricerca

L'Università di Torino al sesto posto in Italia, il Poli al primo per quanto riguarda la valorizzazione delle conoscenze.

Unito e Politecnico atenei da 30 e lode: promossi per qualità e produttività della ricerca

Unito e Politecnico atenei da 30 e lode: promossi per qualità e produttività della ricerca

L’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha presentato i risultati aggregati a livello di istituzione della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020–2024, che coinvolge complessivamente 132 istituzioni, tra cui 100 università13 enti pubblici di ricerca e 19 istituzioni partecipanti su base volontaria.

Nel quadro nazionale, l’Università di Torino si conferma tra i principali atenei pubblici, consolidando il proprio posizionamento tra i grandi atenei per qualità e produttività della ricerca. Con 5.978 prodotti della ricerca conferiti, l’Ateneo si colloca tra le principali università per dimensione e capacità produttiva scientifica, posizionandosi al terzo posto tra i sei grandi atenei italiani e al sesto posto tra tutti i 60 atenei statali.

I dati evidenziano inoltre un rapporto della qualità della ricerca tra il personale neoassunto e neopromosso rispetto al personale in servizio nel periodo 2020-2024 maggiore di uno, indicatore che segnala un’attenzione significativa alla qualità nella promozione e nel reclutamento dei giovani ricercatori.

Risultati molto positivi emergono anche sul fronte della formazione alla ricerca e dell’impatto scientifico dei giovani studiosi: per il profilo relativo ai dottori di ricerca, l’Ateneo presenta un indicatore sopra la media nazionale, collocandosi anche in questo caso al terzo posto a livello nazionale tra i grandi atenei, a conferma della qualità della formazione dottorale e della capacità di generare ricerca di eccellenza.

Particolarmente significativa è anche la performance nella valorizzazione delle conoscenze, ossia il contributo di un Ateneo allo sviluppo della società e del territorio: nei casi studio, che a livello nazionale sono stati 858, l’Università di Torino contribuisce con 24 casi studio, ottenendo una performance molto rilevante che, considerando anche l'aspetto dimensionale, la colloca al sesto posto. Un risultato che evidenzia il forte impatto delle attività di trasferimento tecnologico, public engagement e sostenibilità.

Nel complesso, i risultati confermano un ruolo importante dell’Ateneo torinese nel sistema della ricerca italiana, caratterizzato da un’elevata partecipazione al processo VQR - con quasi 200.000 prodotti valutati a livello nazionale - e da un processo di valutazione basato su peer review e indicatori citazionali, con il coinvolgimento di oltre 6.700 revisori esterni.

“I risultati presentati confermano non solo il valore del lavoro svolto dalla nostra Comunità accademica, ma anche il posizionamento dell’Università di Torino tra i grandi atenei italiani” dichiara la Rettrice Cristina Prandi“Si tratta di un riconoscimento importante che riflette una strategia fondata sulla qualità della ricerca, sul rafforzamento delle nuove generazioni e sulla capacità di generare impatto sul territorio. È il risultato di un lavoro collettivo che coinvolge l’intera comunità accademica e che continuerà a guidare il nostro impegno nei prossimi anni.”

I prossimi passi prevedono la pubblicazione del rapporto completo VQR 2020–2024 il 28 maggio 2026, seguita il 29 maggio dalla comunicazione dei risultati della valutazione dei prodotti ai ricercatori, dei casi studio legati alla valorizzazione delle conoscenze e dei progetti di ricerca.

L’Università di Torino proseguirà nel proprio impegno per il miglioramento continuo della qualità della ricerca, valorizzando il contributo delle proprie ricercatrici e dei propri ricercatori, delle nuove generazioni, rafforzando le collaborazioni a livello nazionale e internazionale e irrobustendo il suo ruolo nel territorio.

Il Politecnico di Torino si conferma tra le eccellenze del sistema universitario italiano secondo i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020–2024, presentati da ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).

All’interno di questo quadro, spicca in particolare il risultato conseguito nell’ambito della valorizzazione delle conoscenze (Terza Missione/Impatto sociale), oggi sempre più centrale nella VQR, che ne valuta l’impatto in termini economici, sociali, culturali e ambientali. In questo ambito, il Politecnico di Torino raggiunge il valore più alto in Italia (ex aequo con IUAV) confermando per la seconda volta il migliore posizionamento della valutazione nel sistema universitario. Un risultato che conferma la leadership dell’Ateneo nella capacità di trasformare la conoscenza scientifica in innovazione concreta, con ricadute rilevanti sul tessuto imprenditoriale, economico, sociale e culturale.

Il Politecnico ha presentato 12 casi studio, tra cui Biennale Tecnologia, coprendo tutti e cinque gli ambiti previsti dalla valutazione: trasferimento tecnologico, produzione e gestione di beni pubblici, public engagement, scienze della vita e della salute e sostenibilità ambientale, inclusione e contrasto alle disuguaglianze, con particolare riferimento agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Questi risultati testimoniano un modello di università fortemente orientato al trasferimento tecnologico e alla creazione di valore per la società, in linea con gli obiettivi strategici della VQR, che promuovono l’integrazione tra ricerca, imprese e territori.

“Il riconoscimento assume un significato ancora più simbolico perché arriva nei giorni di Biennale Tecnologia, una delle principali iniziative attraverso cui il Politecnico di Torino rende accessibile la comprensione dell’innovazione tecnologica al grande pubblico e stimola il dibattito sul ruolo delle transizioni tecnologiche nel futuro della società. Non a caso, la Biennale stessa è stata oggetto di valutazione come caso di studio nella VQR, a conferma della centralità del public engagement nella missione dell’Ateneo. I risultati ottenuti confermano la solidità del nostro modello, fondato sull’eccellenza scientifica interdisciplinare e sulla capacità di generare impatto. La terza missione rappresenta infatti un nostro pilastro strategico: trasferire conoscenza significa contribuire concretamente allo sviluppo sostenibile, all’innovazione e al benessere della società”, commenta il rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati.

Ulteriori elementi positivi emergono anche dai dati complessivi: cresce il livello medio della qualità della ricerca, anche a fronte dell’aumento del personale docente-ricercatore, si registra un elevato impatto della produzione scientifica dei dottori di ricerca formati dall’Ateneo e si conferma una notevole capacità dell’Ateneo di attrarre finanziamenti internazionali per la ricerca.

Il Politecnico di Torino guarda ora alle prossime sfide con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la qualità della ricerca, l’internazionalizzazione e il dialogo con il territorio, consolidando il proprio ruolo di motore di innovazione per il Paese.

m. d. m. (Torino Oggi)

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