La proiezione al Cinema Lux
È stato proiettato al Cinema Lux di Borgosesia, Sala di Comunità, il film documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo”, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi e diretto da Simone Manetti. L’iniziativa è stata sostenuta dal Collettivo Impegno Attivo Valsesia, dal Centro Studi Turcotti, dagli Amici del Cinema Lux e da Anpi Borgosesia.
Il documentario ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni, il cui corpo fu ritrovato nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016.
Gli ospiti della serata
Ad accogliere il pubblico e gli ospiti è stata Valentina Preite, referente eventi del Cinema-Teatro Lux, anche a nome di Simona Carini del Collettivo Impegno Attivo Valsesia, di Marinella Turcotti e dell’Anpi di Borgosesia.
Alla serata hanno partecipato Federico Gilardi, direttore del Centro Pastorale “C. M. Martini” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Laura Zinno dell’Anpi Comitato Provinciale di Vercelli, presieduto da Bruno Rastelli. È stato inoltre attivato un Punto Giallo, dove reperire i materiali ufficiali della campagna “Verità e Giustizia per Giulio Regeni”: il ricavato viene interamente devoluto al Comitato Verità per Giulio Regeni per sostenere le spese legali della famiglia.
Il racconto dei genitori e dell’avvocata Ballerini
A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, protagonisti di una lunga battaglia per arrivare alla verità. Accanto a loro compare la testimonianza di Alessandra Ballerini, l’avvocata che li ha assistiti nel percorso legale che nel 2023, a otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana.
Prima della proiezione è stato mostrato anche un breve video in cui i genitori di Giulio ringraziavano l’Anpi di Vercelli per aver accettato di collaborare alla loro missione. Nel documentario emergono il dolore della famiglia, le perplessità sul modo in cui furono condotte ricerche e indagini, e il ritratto di Giulio come ricercatore serio, appassionato, prudente e convinto che il proprio lavoro potesse contribuire a migliorare la vita delle persone.
La libertà di ricerca al centro del dibattito
Nel corso della serata è stato ricordato anche il percorso nazionale del documentario. Il film, inizialmente escluso dal finanziamento per i documentari pur risultando il primo tra i non ammessi, è stato poi riprogrammato in decine di sale italiane.
Federico Gilardi ha richiamato l’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un’iniziativa per la libertà di ricerca”, presentata al Senato il 31 marzo 2026 e promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo in collaborazione con la Fondazione Elena Cattaneo, Fandango e Ganesh Produzioni. Tra aprile e maggio il documentario viene proiettato in 76 atenei italiani, coinvolgendo circa 15mila persone in incontri e dibattiti sulla libertà di ricerca.
Dal Senato al Parlamento Europeo
Il 5 maggio il documentario è stato presentato anche al Parlamento Europeo a Bruxelles, portando la vicenda Regeni su un palcoscenico istituzionale internazionale.
L’Università Milano-Bicocca, che nel 2021 aveva già intitolato un’aula a Giulio Regeni, partecipa all’iniziativa nazionale nel decennale della scomparsa con proiezioni e dibattiti dedicati alla libertà di ricerca. Sul fronte dell’edificio U7 sono esposti due striscioni, in italiano e in inglese, con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, diventati un monito pubblico a continuare a chiedere giustizia.
Il processo e la richiesta di giustizia
Il documentario ricostruisce le testimonianze, i depistaggi e le responsabilità emerse attorno al sequestro e all’uccisione di Regeni. Viene ricordato come Giulio non fosse un agente dei servizi, circostanza confermata sia dal responsabile dei servizi italiani sia da quello dei servizi inglesi.
I presunti responsabili del sequestro, degli interrogatori e dell’uccisione hanno un nome e un cognome, ma risultano irreperibili. Il processo, iniziato nella primavera del 2024, si celebra comunque in contumacia e dovrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2026.
Una serata di emozione e consapevolezza
Tra i momenti più toccanti della proiezione c’è stato un breve filmato della festa di compleanno di Giulio, inviato dal giovane ai genitori pochi giorni prima di sparire.
Al termine della serata, il pubblico è uscito dal Cinema Lux con volti segnati dall’emozione, ma anche con la volontà di continuare a chiedere verità e giustizia, perché quanto accaduto a Giulio Regeni non debba ripetersi per altri giovani che hanno scelto la ricerca come strada per provare a migliorare il mondo.












