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ATTUALITÀ | 29 maggio 2026, 06:50

Intelligenza Artificiale e Istruzione: verso un utilizzo più consapevole e regolamentato

Nelle università si introduce la Dichiarazione sull’utilizzo dell’IAG nelle tesi di laurea

Intelligenza Artificiale e Istruzione: verso un utilizzo più consapevole e regolamentato

Intelligenza Artificiale e Istruzione: verso un utilizzo più consapevole e regolamentato

Sono ormai alle porte le sessioni di laurea estive presso le università italiane. Saranno proprio queste le prime sessioni che introdurranno una significativa novità per la strutturazione degli elaborati finali triennali e magistrali: l’introduzione della sottoscrizione di una Dichiarazione sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG). Questa modifica interessa molte università italiane: tra queste l’Università degli Studi di Torino (UniTo) e l’Università del Piemonte Orientale (UPO), aventi come sede anche il campus universitario biellese di Città Studi, che ospita, secondo i dati raccolti da Osserva Biella – Osservatorio Territoriale del Biellese (2025), oltre 700 studenti.

Si tratta di un cambiamento rilevante, che rispecchia le nuove esigenze di una società che si sta sviluppando verso una direzione sempre più digitale ed efficiente. Infatti, l’intelligenza artificiale è sempre più radicata nella quotidianità di molteplici realtà. Tra queste particolarmente importante è quella dell’istruzione, che si appoggia a questo strumento per rafforzare le informazioni, fornire un supporto all’insegnamento o ancora per condurre delle indagini sul processo di rielaborazione delle informazioni, analizzandone scientificamente i risultati.

Come da definizione, questa risorsa digitale è studiata per catalogare, distinguere i dati e produrne di nuovi, basandosi su quelli già disponibili in rete. La capacità generativa dell’IA è fondata pertanto su un algoritmo probabilistico, che cerca di imitare il modo di agire e la creatività umani. A volte risulta molto complesso stabilire se un testo sia frutto di questa tecnologia o meno, motivo per cui nell’ultimo decennio sono state stabilite delle linee guida per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale anche nelle università. Quella della sottoscrizione di un apposito modulo da inserire nelle tesi di laurea rappresenta un ulteriore passo verso l’educazione all’uso dell’IA: si può utilizzare, ma comunque mantenendo un lavoro originale e scritto ‘di proprio pugno’.

Secondo le statistiche riportate dal Parlamento Europeo, il 61% dei cittadini guarda positivamente all’IA, mentre l’88% circa pensa che sia necessaria una gestione attenta di questo strumento. Gli aspetti positivi di questa tecnologia sono numerosi: l’aumento della produttività, il miglioramento dell’accesso alle informazioni e all’istruzione e il supporto educativo agli insegnanti sono solo alcuni dei tratti positivi. Si individuano però alcuni aspetti che, se non regolamentati e monitorati, possono portare a svantaggi: tra questi, i più rilevanti in ambito scolastico e universitario sono la dipendenza dall’IA e la riduzione dell’apprendimento pratico.

In questo contesto risulta estremamente positiva la continua revisione delle misure che regolamentano l’utilizzo corretto e proficuo dell’intelligenza artificiale. Non deve sostituirsi alla creatività umana, ma fornire un supporto: se sia fonte di vantaggi o svantaggi, è l’approccio di chi ne fa uso a stabilirlo. Per questo la decisione di sensibilizzare su questo tema e incoraggiare gli studenti a farne un uso responsabile e corretto è un passo nella giusta direzione: quella di un progresso più consapevole.

Marina Bazzocchi

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