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EVENTI | 13 marzo 2026, 10:10

Boccioleto apre i suoi tesori per le Giornate FAI di Primavera: in Valsesia un weekend tra arte, storia e oratori antichi - FOTO

Boccioleto apre i suoi tesori per le Giornate FAI di Primavera: in Valsesia un weekend tra arte, storia e oratori antichi - FOTO

Boccioleto apre i suoi tesori per le Giornate FAI di Primavera: in Valsesia un weekend tra arte, storia e oratori antichi - FOTO

Nel cuore della Valsesia, tra i pendii della Val Sermenza, Boccioleto si prepara a diventare protagonista delle Giornate FAI di Primavera 2026. Sabato 21 e domenica 22 marzo, il borgo accoglierà visitatori e appassionati con un percorso che attraversa alcuni dei suoi luoghi più preziosi, tra architetture tradizionali, oratori, cicli pittorici e testimonianze che raccontano secoli di storia valsesiana.

L’appuntamento rinnova anche quest’anno una tradizione ormai consolidata in Valsesia. Per il FAI, la scelta di Boccioleto mette al centro un paese di antica fondazione, segnato dalla confluenza dei torrenti Cavaione e Sermenza e riconoscibile per il suo tessuto urbano fatto di case a doppio loggiato, tetti in beola e scorci che conservano il carattere più autentico del territorio valsesiano.

Cosa vedere a Boccioleto per le Giornate FAI di Primavera

Il percorso di visita permetterà di scoprire diversi angoli significativi del paese. Durante il fine settimana saranno visibili anche i numerosi lavatoi in pietra, alcuni dei quali restaurati di recente, mentre tra i passaggi più suggestivi figura il camminamento coperto lungo via Zali, affacciato sulle antiche stalle del borgo.

Tra i luoghi legati alla memoria storica di Boccioleto spicca anche la casa di Giacomo Preti, detto Giacomaccio, nobile e condottiero originario del paese che nel 1518 guidò una rivolta popolare contro il dominio di Varallo. Un dettaglio che aggiunge profondità a un itinerario già ricco di richiami storici e identitari per tutta la Valsesia.

La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo e la cappella dell’Ossario

Tra i punti centrali delle visite figura la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, edificio che nel corso dei secoli ha conosciuto numerosi rifacimenti e che oggi conserva al suo interno importanti testimonianze artistiche tra il XIV e il XVIII secolo.

Il visitatore potrà osservare il monumentale altare piramidale settecentesco, gli altari seicenteschi di San Giuseppe, Santa Marta e del Rosario, oltre ai lavori pittorici di artisti valsesiani come Borsetti, Dedominici, Orgiazzi e Zali. Si tratta di un insieme che restituisce con chiarezza l’evoluzione storico-artistica della chiesa e, più in generale, del patrimonio religioso della Valsesia.

A pochi metri dalla facciata nord della parrocchiale sarà aperta anche la cappella dell’Ossario, oggi intitolata a Santa Marta. Costruita attorno alla prima metà del Quattrocento, custodisce all’interno una decorazione pittorica di fine Cinquecento con figure di Santi, mentre all’esterno un affresco raffigura La Ruota della Fortuna.

L’Oratorio dell’Annunziata trasformato in museo

Proseguendo verso nord con una breve passeggiata, il percorso FAI condurrà all’Oratorio dell’Annunziata, oggi trasformato in museo. Qui sono raccolte opere provenienti da chiese e oratori del territorio di Boccioleto, in un insieme che valorizza in modo particolarmente efficace il patrimonio artistico valsesiano.

Tra i pezzi di maggiore rilievo figurano le statue lignee, dal monumentale Compianto sul Cristo Morto all’Altare Maggiore con presepe interno, oltre a numerosi teleri settecenteschi con i Dodici Apostoli. Nello spazio presbiterale trovano posto anche calici smaltati, croci e altri oggetti di arte orafa dall’epoca gotica a quella barocca. A completare l’insieme sono i candidi stucchi realizzati da Carlo Zaninetti di Breia tra il 1695 e il 1697.

Il Gesietto, la frazione Oro e l’oratorio di San Pantaleone

Gli apprendisti ciceroni del FAI indirizzeranno poi il pubblico verso sud, in località Moline, dove sarà possibile visitare la Cappella della Madonna di Loreto, chiamata nel dialetto locale “Il Gesietto”. Costruita presso il ponte sul torrente Cavaione, è un tipico esempio di edificio religioso del XVI secolo, aperto frontalmente e sormontato da un piccolo campanile ottagonale decorato.

Le pitture, sia esterne sia interne, raffigurano Santi e Sante, scene devozionali, episodi della Passione di Cristo e momenti della vita della Vergine Maria. I putti alati e le ghirlande floreali che decorano volta e lunette danno all’insieme una particolare armonia.

Oltrepassando il ponte sul Cavaione, una breve mulattiera conduce alla frazione Oro, scelta dal FAI come bene del patrimonio locale per il suo carattere tradizionale e antico. All’inizio dell’abitato sarà aperto l’Oratorio della Madonna del Carmine, mentre poco oltre il pubblico potrà scoprire l’Oratorio di San Pantaleone, presentato come uno dei veri gioielli del fine settimana.

Edificato agli inizi del Quattrocento, San Pantaleone conserva una struttura tardo medievale arrivata quasi intatta fino a oggi. All’interno custodisce un ciclo pittorico firmato da Johannes De Campo nel 1476, forse la sua ultima opera documentata. Tra le immagini che colpiranno i visitatori figurano le Storie della Beata Panacea, il Cristo Pantocratore e San Defendente. Accanto all’oratorio, visibile solo dall’esterno, si trova anche la casa del Porzionario, esempio di tipica architettura montana di questa parte della Valsesia.

I giovani ciceroni accompagneranno il pubblico tra i beni aperti

Come avviene da anni, ad accompagnare le visite saranno i giovani ciceroni delle scuole, preparati grazie alla collaborazione tra insegnanti e volontari del FAI. Il loro compito sarà quello di guidare i visitatori lungo il percorso e restituire il valore storico, artistico e culturale dei beni aperti, contribuendo a creare quell’atmosfera di partecipazione che da sempre caratterizza le Giornate FAI di Primavera in Valsesia.

Perché le Giornate FAI a Boccioleto interessano il territorio

L’appuntamento di Boccioleto ha un valore che va oltre il semplice richiamo turistico. Portare visitatori in un borgo della Val Sermenza significa valorizzare una parte importante della Valsesia, fatta di arte diffusa, devozione popolare, architettura montana e memoria storica.

Le Giornate FAI di Primavera diventano così anche un’occasione concreta per accendere i riflettori su un patrimonio spesso meno conosciuto rispetto ai luoghi più celebri della valle, ma non per questo meno prezioso. Per la Valsesia è un’opportunità di promozione culturale e di riscoperta del proprio patrimonio, con un focus chiaro su un solo borgo e sulle sue peculiarità.

Info utili

Evento: Giornate FAI di Primavera 2026
Luogo: Boccioleto, Val Sermenza, Valsesia
Date: sabato 21 e domenica 22 marzo 2026
Orari di apertura: dalle 10 alle 17 in entrambe le giornate
Beni aperti: chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, cappella dell’Ossario-Santa Marta, Oratorio dell’Annunziata museo, Cappella della Madonna di Loreto “Il Gesietto”, Oratorio della Madonna del Carmine, Oratorio di San Pantaleone
Supporto ai visitatori: giovani ciceroni delle scuole
Tessere FAI: saranno presenti tre punti informativi per iscrizioni e rinnovi
Mappa del percorso: disponibile sulle pagine social del Gruppo FAI Valsesia su Facebook e Instagram, con indicazione di beni aperti, parcheggi e punti di ristoro

Domande pratiche sulle Giornate FAI a Boccioleto

Quando si possono visitare i beni aperti a Boccioleto?
Sabato 21 e domenica 22 marzo, dalle 10 alle 17.

Dove trovare la mappa dei luoghi aperti durante il weekend FAI?
La piantina di Boccioleto sarà pubblicata sulle pagine social del Gruppo FAI Valsesia, con beni aperti, parcheggi e punti di ristoro.

Sarà possibile fare o rinnovare la tessera FAI?
Sì, durante entrambe le giornate saranno attivi tre punti informativi dedicati alle tessere associative.

Qual è uno dei luoghi più preziosi da vedere nel percorso?
Tra i beni più significativi c’è l’Oratorio di San Pantaleone in frazione Oro, con il ciclo pittorico di Johannes De Campo del 1476.

Redazione J.B.

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