L'acqua e una delle risorse più preziose per la vita e la sua gestione richiede competenze, attenzione e responsabilità. In Valsesia questo lavoro passa anche attraverso l'attività di Cordar Valsesia, realtà che non si occupa soltanto di depurazione, ma dell'intero ciclo idrico integrato. A spiegare il ruolo dell'azienda e l'ingegnere Paolo Cavagliano, che ricorda come Cordar, fino al 2003, fosse legata soprattutto alla depurazione e al convogliamento delle acque reflue verso l'impianto. Da oltre vent'anni, invece, l'attivita riguarda l'acqua nel suo complesso: dalle fonti di approvvigionamento fino alla restituzione della risorsa all'ambiente dopo gli utilizzi domestici, industriali e agricoli.
Un impianto da 84mila abitanti equivalenti
Il cuore del sistema e il depuratore principale di Cordar Valsesia, illustrato dall'ingegnere Luca Veronese, responsabile dell'impianto. Si tratta di una struttura di rilievo nel panorama provinciale, con una potenzialità pari a 84mila abitanti equivalenti. L'impianto serve la quasi totalità dei Comuni della Valsesia e della Valsessera, trattando ogni anno circa 6 milioni e mezzo di metri cubi di acque reflue. Numeri che raccontano la dimensione di un servizio essenziale, spesso poco visibile nella vita quotidiana, ma fondamentale per la tutela dei corsi d'acqua e dell'ambiente.
Come funziona la depurazione
L'impianto utilizza tecnologie consolidate di tipo tradizionale, basate su processi fisici, chimici e biologici, con l'obiettivo di rimuovere gran parte delle sostanze inquinanti presenti nelle acque reflue. Il sistema e quello del classico impianto biologico a fanghi attivi. Il processo sfrutta l'azione naturale di microrganismi e batteri, che si alimentano delle sostanze inquinanti presenti nell'acqua. Per trattare in tempi rapidi grandi volumi di reflui, pero, l'attività biologica viene affiancata da tecnologie meccaniche, fisiche e chimiche, necessarie per garantire l'efficacia del processo depurativo.
Dall'ingresso dell'acqua alla restituzione all'ambiente
Le acque reflue arrivano all'impianto dopo gli utilizzi quotidiani e produttivi del territorio. Qui attraversano le diverse fasi di trattamento, fino all'ultimo passaggio: la filtrazione finale. Una volta completato il processo, l'acqua depurata viene restituita al corpo idrico superficiale, contribuendo a ridurre l'impatto delle attività umane sull'ecosistema. E in questo punto che il ciclo si chiude: l'acqua, dopo essere stata usata, trattata e ripulita, torna nell'ambiente in condizioni compatibili con la tutela del territorio.
L'impegno per il Sesia e per il territorio
Il presidente di Cordar Valsesia, Lorenzo Mirabile, sottolinea il valore ambientale del servizio. Attraverso il funzionamento dell'impianto, vengono trattate le acque provenienti da attività domestiche e industriali, con l'obiettivo di depurarle e restituirle al sistema naturale, tutelando il fiume Sesia, l'ecosistema e l'ambiente. Mirabile ha rivolto anche un ringraziamento a chi lavora ogni giorno sul territorio: ingegneri, tecnici e personale impegnato negli uffici, dove vengono seguite le pratiche burocratiche e gli adempimenti amministrativi necessari per rispettare gli standard previsti dalla normativa nazionale.
Un servizio essenziale ma spesso invisibile
La gestione dell'acqua richiede un lavoro continuo, fatto di infrastrutture, controlli, competenze tecniche e responsabilità pubblica. Il depuratore e il ciclo idrico integrato rappresentano quindi una parte fondamentale della qualità della vita del territorio: un servizio che permette alle comunità di utilizzare l'acqua ogni giorno e, allo stesso tempo, di restituirla all'ambiente nel modo più corretto possibile.













