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Copertina | 07 agosto 2026, 00:00

GSA VALSESIA: "Far crescere i giovani è stata una scelta inevitabile"

GSA VALSESIA: "Far crescere i giovani è stata una scelta inevitabile"

Il GSA Valsesia continua a rappresentare un punto di riferimento per lo sport e la promozione della montagna sul territorio. Tra attività agonistica, formazione dei giovani e progetti per il futuro, il presidente Mauro Certano traccia un bilancio della stagione e racconta gli obiettivi che attendono la società. Un'intervista per conoscere più da vicino il presente e le prospettive di una realtà da anni protagonista in Valsesia.

Il GSA Valsesia nasce ufficialmente il 4 dicembre 1980. Da dove parte questa storia e qual era l’idea iniziale del gruppo? All’inizio le discipline erano sci di fondo e marcia alpina. Quando e perché la corsa, soprattutto quella in montagna, è diventata il cuore dell’attività del GSA?

Il GSA VALSESIA è l’acronimo di Gruppo Sportivo Alpini Valsesia. Nasce ufficialmente il 4 dicembre 1980 durante una riunione del Consiglio Direttivo della sezione ANA Valsesiana che costituisce la commissione sportiva per la pratica dello sci da fondo e poter partecipare così ai Campionati nazionali ANA, visto che c’erano alcuni alpini che praticavano questa specialità.

Viene nominato il Consiglio della Commissione con la nomina del presidente fondatore Cav. Uff. sergente alpino Sivio Borasi. Negli anni successivi si partecipò ai Campionati nazionali ANA anche nelle gare di corsa in montagna. Nel 1984 un gruppo di forti atleti valsesiani provenienti dal disciolto Gruppo Sportivo New Team di Varallo converge all’interno del GSA e nel 1988 va a terminare lo sci da fondo per mancanza di atleti ed inizia la vera attività sportiva con l’iscrizione alla FIDAL, principalmente nelle attività di corsa su strada, in montagna, campestre ed anche nel mezzofondo in pista.

Gli atleti che si segnalano, alcuni nel direttivo, sono Bruno Innocente, Chiara Carluccio, Rotta Valter, Detomasi Angelo, che rappresentano gli atleti di spicco della corsa in montagna in Valsesia e i primi tre vanno sul podio ai campionati italiani a staffetta di corsa in montagna e diventano i precursori di una specialità che si è incrementata nel corso degli anni con un interesse sempre maggiore nei giovani, fino ai giorni nostri con varianti su percorsi sempre più tecnici e lunghi denominati Trail, con distanze variabili anche oltre quelle della maratona.

Lo sviluppo del GSA prosegue; nel 1992, con la tragica scomparsa del presidente fondatore Silvio Borasi, viene nominato a continuare il progetto Mauro Certano, che già ricopriva l’incarico di segretario e atleta. Carica che ricopre tutt’ora in veste di presidente da 34 anni.

Quanto ha inciso il territorio valsesiano nella nascita di questa passione? Possiamo dire che la montagna sia stata la prima vera palestra del gruppo?

La passione e la configurazione del territorio valsesiano sono state parti fondamentali nello sviluppo della corsa in montagna ed è stato motivo per unire ancor di più appassionati e praticanti, organizzando gare nei vari comuni valsesiani. Tradizioni che sono proseguite nel corso degli anni diventando parte della storia delle comunità valsesiane.

Nel 1984, dopo lo scioglimento del Gruppo Sportivo New Team di Varallo, arrivano nel GSA atleti della corsa in montagna, campestre, strada e pista. Che cosa ha rappresentato quel passaggio per la crescita della società?

L’ingresso di atleti di buon valore dal New Team è stata la svolta da un’attività a livello personale, senza impegno con qualche gara ma senza una programmazione, ad un radicale nuovo progetto con atleti che avevano fatto i corsi per tecnico e che potevano dare supporto a chi lo richiedeva e la possibilità di condividere con loro allenamenti e di porre le basi per programmare gli allenamenti a seconda del periodo dell’anno.

In più di quarant’anni di storia, quali sono stati gli atleti più rappresentativi del GSA Valsesia e quali risultati ricordate con maggiore orgoglio?

Parlando di atleti, quelli che hanno fatto la storia del GSA, partirei da Bruno Innocente, del 1943, che dall’età di 16 anni ha dedicato buona parte della sua vita alla corsa crescendo nell’esperienza e nelle conoscenze come tecnico, affinando l’evoluzione delle capacità e di programmazione in prima persona per raggiungere risultati di notevole valore partecipando e vincendo campionati italiani, europei e mondiali tra i Master, vincendo diversi titoli nella corsa in montagna.

Agonista sempre pronto a dare tutto in gara e impegnarsi con obiettivi precisi, ha dovuto lasciare a malincuore l’attività tre anni fa per infortunio ma rimane sempre una presenza importante nel GSA. Carluccio Chiara, con un’attività agonistica parallela all’amico Innocente, sono cresciuti insieme supportandosi molto per una vita dedicata alla corsa. Fortissimo in montagna, ha vinto a tempi di record tutte le principali classiche valsesiane e biellesi, oltre a grandi performance in tutto il Piemonte. Il carattere gioviale e estroverso lo pone come un punto di riferimento per tutti non solo nel GSA ma in tutto il Piemonte.

Ha vissuto alcuni anni ai massimi livelli agonistici in una società a Verona tra le protagoniste a livello nazionale con campioni del calibro di Gelindo Bordin. Ancora in attività, è il vero motore del GSA: il collegamento con tutti gli atleti, il tecnico che li supporta negli allenamenti, mantiene rapporti con tutto l’entourage, istituzioni, sponsor, federazione, consiglio direttivo, una fila infinita di attività. Il GSA è la sua seconda famiglia. E poi altri atleti come Valter Rotta, Francangelo Detomasi, Mattia Raiteri, che ci ha lasciato prematuramente, sono stati i protagonisti fino interno agli anni 2000.

L’atleta maggiormente rappresentativo attualmente è Mattia Bertoncini. È stato uno dei primi ragazzi del nostro nascente settore giovanile tanti anni fa, quando non era ancora strutturato come adesso, con una crescita esponenziale nel corso degli anni. Si è specializzato nelle gare di Trail sulle lunghe distanze e, dopo aver fatto esperienze diverse negli ultimi anni, è ritornato alle origini, tesserato per il GSA per le gare FIDAL. Attualmente è tra i primi atleti italiani che gareggiano nel Circuito dei Trail mondiali e ne è un protagonista assoluto con risultati di alto livello. Saremmo orgogliosi se vorrà essere una delle colonne future del GSA.

Tra campionati regionali, italiani, europei e mondiali, c’è una vittoria o una gara che secondo voi racconta meglio lo spirito del GSA?

In mezzo a una miriade di gare alle quali il gruppo ha partecipato sia a livello regionale e nazionale, un ricordo a livello organizzativo è stato una gara importante che abbiamo organizzato nel 1980, il Campionato Italiano di Maratonina sulla distanza di 30 km. In seguito questa distanza, a livello di federazione, è stata sostituita con la mezza maratona (Half Marathon) sulla distanza di km 21,097, che è la metà esatta della distanza delle più famose maratone che si disputano sulla tradizionale distanza dei km 42,195.

Ebbene, quella gara che partiva da Varallo andava fino a Borgosesia su sponda destra per ritornare sulla statale 299 con arrivo a Varallo, oltre che per il titolo italiano era valida come selezione per gli atleti che avrebbero poi in seguito partecipato alla gara di Maratona per le Olimpiadi di Mosca.

Tra tanti successi sia individuali che di società, rilevanti sono le vittorie di società negli ultimi tre anni dal 2024 al 2026 nei Campionati Regionali di corsa in montagna sia maschile che femminile e nelle categorie Master, risultato che i nostri atleti con tanta passione e determinazione hanno meritato con partecipazioni numerose di nostri atleti.

Che cosa significa, per una società nata in una valle di montagna, riuscire a portare i propri colori anche su palcoscenici nazionali e internazionali?

La soddisfazione è tanta quella di riuscire a portare atleti valsesiani a competere con altre società in località ben più famose e grandi. Il merito principale è degli atleti che hanno creato un affiatato gruppo, prima di tutto di amici nel vero senso della parola, dove ognuno ha la possibilità di esprimersi nella specialità e nei percorsi più favorevoli con la possibilità di condividere un allenamento di gruppo settimanale e di sentirsi parte integrante del gruppo sia chi gareggia di più da chi in modo più saltuario.

La bellezza poi di condividere nei dopo gara molti momenti conviviali che coinvolgono anche i familiari sono ancor più piacevoli ed ognuno è partecipe dei risultati e dei miglioramenti dei compagni di squadra.

Oggi perché è ancora importante avvicinare i giovani allo sport e alla corsa? Che cosa può insegnare l’attività sportiva oltre al risultato?

Il settore giovanile sono ormai sei anni che è stato impostato coinvolgendo nel progetto tutte le fasce d’età dai 5/6 anni in avanti costituendo un’Academy dove fin da piccoli cominciano a convivere con uno spirito più di gioco, e che imparano a rispettarsi e apprendere le prime nozioni di attività propedeutica per avvicinarsi nel corso degli anni, grazie ai nostri tecnici istruttori qualificati, per portarli piano piano a provare varie discipline dell’atletica per scoprire negli anni quelle di maggior gradimento e in quelle dove possono esprimere meglio le loro potenzialità con dei risultati. Il bello di praticare atletica è che non ci sono numeri chiusi come gli sport di squadra e tutti possono arrivare a prendersi delle soddisfazioni.

Come si alimenta la passione nei ragazzi senza trasformare subito tutto in pressione agonistica?

Far crescere i giovani è stata una scelta inevitabile per dare continuità al GSA negli anni, e fare in modo che quello che si è costruito potesse avere un seguito e fare tutto questo con una gradualità naturale. I giovani, specie negli anni giovanili, praticano diversi sport, e il nostro compito è di metterli in condizioni di conoscere le loro potenzialità e avvicinarli a quello che si sentono maggiormente portati, senza creare l’ansia da risultato.

Altri fattori sono importanti come l’ambiente e l’armonia che si deve creare, le amicizie, i rapporti all’interno del Gruppo. I risultati verranno dopo se verranno, e se non verranno non importa, l’importante è che sia piacevole l’affrontare un allenamento come un momento distensivo della giornata. Una nota interessante è quella che alcuni ragazzi, per vari motivi, studio o altro, non hanno la possibilità di fare attività continuativa e hanno chiesto di poter portare il loro contributo seguendo l’attività dei più giovani e di seguire i corsi federali.

Il GSA ha contribuito anche alla nascita e alla crescita del movimento giovanile dell’atletica in Valsesia. Che rapporto c’è oggi con i giovani, le scuole e il vivaio sportivo del territorio?

Il movimento giovanile ci ha permesso di farci conoscere con le istituzioni, con le scuole, le aziende, l’amministrazione comunale che ci supporta con le strutture come pista, spogliatoi, di portare il nostro messaggio senza scopo di lucro, escluso le dotazioni per l’attività; noi del direttivo siamo dei volontari, solo per far crescere i nostri giovani in un ambiente pulito e che sia d’insegnamento per il loro futuro. Il messaggio è recepito in modo corretto dai genitori che ci affidano i loro figli e ci danno una mano per le esigenze di trasferimento nelle gare, e di chi ci sostiene nell’attività.

È più importante l’aggregazione o l’agonismo? Oppure nel GSA Valsesia questi due aspetti riescono ancora a convivere?

La parte agonistica è inevitabile che ci sia nella categorie adulti, ma è normale per far crescere il desiderio di migliorarsi e raggiungere i propri record, ma sempre in un contesto di rispetto e di amicizia ed è ovvio che i risultati sono graditi dalla società. Positivo che anche chi non primeggia abbia il suo spazio e si possa sentire a suo agio con i propri pregi, senza nessun trattamento preferenziale per i più bravi. Questa è la forza del GSA che riesce unificare gli obiettivi principali con un numero superiore a 100 atleti e altrettanti nel settore giovanile.

Che cosa vuol dire far parte del GSA: indossare una maglia, entrare in una squadra o sentirsi dentro una famiglia sportiva?

Questi aspetti di amicizia e di Gruppo ci fanno sentire un senso di appartenenza vivo, quello di far parte di un’associazione gloriosa come l’ANA e con il supporto della nostra sezione Valsesiana per la quale partecipiamo ai campionati nazionali nella corsa in montagna, e dove lo scorso anno abbiamo vinto il titolo italiano nella categoria Aggregati, o meglio Amici degli Alpini. Per una sezione piccola come la nostra è motivo di orgoglio aver superato le sezioni più numerose delle grandi città.

Sono aspetti che fanno convivere bene due realtà diverse come gli adulti e il settore giovanile. I primi sentono la presenza di un gruppo completo dove possono inserire i figli, i familiari, gli amici e poter essere vicini a loro condividendo la presenza anche in alcune gare. Per i giovani l’appartenere ad un Gruppo consolidato con atleti di buon valore è una traccia che possono seguire per porsi degli obiettivi con istruttori esperti che possono farli sentire parte integrante di un progetto.

Quali sono oggi gli obiettivi a medio termine della società: aumentare i tesserati, rafforzare il settore giovanile, organizzare nuove gare, crescere nei risultati?

I prossimi obiettivi sono di continuare su questa strada, mantenendo i rapporti con il territorio e le istituzioni ed è un naturale passa parola per chi vuole entrare a far parte del GSA e a volte ci sono anche dei ritorni di atleti che avevano interrotto l’attività e che ricordano con piacere i momenti passati. Nella corsa in montagna siamo un punto di riferimento sul territorio, e conoscendo gli atleti che ne fanno parte, chi è interessato praticarla ci contatta con l’entusiasmo di farne parte.

Lavorare con profitto con i giovani che abbiamo, è collegato con i risultati che potrebbero venire. Mantenerci sui numeri attuali che con più di duecento praticanti attuali, è già un bell’impegno anche per i componenti del Consiglio che operano assiduamente. Non ci sono in previsione nuove gare da organizzare, ma mantenere le collaborazioni in quelle che già seguiamo in Valsesia, con varianti come la gara a staffetta in montagna organizzata quest’anno che si potrebbe riproporre.

Guardando più lontano, che GSA Valsesia immaginate tra dieci anni? Quale eredità volete lasciare al territorio?

La politica sui giovani è l’obiettivo per dare un futuro al GSA con la SPERANZA di trovare atleti o altre persone che vogliano impegnarsi nella parte gestionale della società con chi vorrà continuare degli attuali consiglieri.

Non si può raccontare il GSA senza parlare di Carluccio Chiara, definito anche “instancabile trascinatore” degli atleti e promotore dello Skyrunning Valsesia 2000. Che cosa ha rappresentato per la società e quale parte del GSA di oggi porta ancora la sua impronta?

Il GSA e Carluccio Chiara sono due fattori che sono nate e vivono in simbiosi. È difficile definire in poche parole quanto sia importante e presente in tutte le iniziative che coinvolgono il Gruppo, anche con nuove idee. Della parte sportiva con un sunto della sua attività ne ho già parlato al punto 5. Anche Skyrunning Valsesia 2000, nasce in quell’anno su sua iniziativa ed era rivolta in particolare agli specialisti delle gare in alta quota desiderosi di raggiungere le vette più alte verso il cielo, e che hanno conquistato tre titoli mondiali individuali.

In un primo momento era composto anche da atleti non del GSA che ne sposavano i principi. Con le nuove normative federali di questi ultimi anni per le società l’attività è confluita nel GSA. Attualmente prosegue la sua attività mantenendo vivo il suo impegno come tecnico nell’allenamento settimanale di gruppo per gli adulti, ma anche con una forte connotazione di interesse per il settore giovanile.

 

 

 

 

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